Trento, bambina di 4 anni uccisa dalla malaria

05 Settembre 2017 -
Trento, bambina di 4 anni uccisa dalla malaria - Il decesso nell'ospedale Santa Chiara dove verrà fatta una disinfestazione. La famiglia nelle scorse settimane non si era recata all'estero o in Paesi a rischio. Rezza (Iss): "Caso rarissimo. Questa malattia viene trasmessa da un tipo di zanzara che in Italia non c'è". L'infettivologo Carosi: "L'Anopheles è presente in alcune zone del nostro Paese, pur se in esemplari poco adatti a trasmettere il parassita che provoca le forme più gravi"  LaRepubblica
 
Commentando il caso della piccola Sofia di Trento, la bambina morta di “malaria cerebrale” all’ospedale di Brescia, che non si è mai recata in paesi dove è presente il rischio di malattia, occorre affermare con chiarezza che i rischi di ammalare di malaria sul nostro territorio nazionale sono praticamente nulli, ma come si vede non assenti. Ciò che è impossibile riguarda l’eventuale contagio attraverso la puntura della zanzara Anopheles, in quanto questo tipo di zanzara non esiste in Italia. La storia della malattia in Italia ci dice che si sono verificati rarissimi casi di contagio da zanzare Anopheles trasportate da aerei, nei pressi di aeroporti intercontinentali, ed ancora più rari casi ipotizzati per trasporto di zanzare infette, attraverso valigie o bagagli, provenienti dalle aree tropicali. Eventi singoli, rarissimi, non controllabili. Altri casi di contagio molto rari sono stati dimostrati attraverso trasfusioni di sangue. Gli eventi sono eccezionali ed anche poco dimostrabili.
 
Deve essere chiaro che non esiste quindi alcun allarme malaria in Italia ed in Europa, né potrebbe esserci per le nostre attuali condizioni ambientali. Non è possibile la trasmissione della malaria dalla popolazione immigrata proveniente dai paesi dell’area del tropico in quanto non esiste il vettore, ossia la zanzara, capace di trasmettere questo tipo di malattia.
Confermo le parole del dottor Rezza, medico epidemiologo e responsabile del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità. Il caso c’è stato, è indubbio, ma è criptico, ossia non se ne conosce l’origine. Ma è stato unico e non ci sono le condizioni di ripetitività. Ossia qui in Italia la diffusione della malattia non può avvenire nelle condizioni attuali. Le autorità sanitarie competenti sono costantemente allertate sul territorio per il riconoscimento delle differenti famiglie di insetti, ed in particolare di zanzare, intervenendo dove si verificano situazioni di rischio. Il controllo degli insetti e delle zanzare è quindi condizione essenziale per mantenere nullo il contagio di questa malattia. 
Quindi il messaggio generale che viene dai medici tropicalisti è quello di stare assolutamente tranquilli e non pensare di potersi contagiare ed ammalare di una malattia che da noi non esiste.
Diverso il discorso per chi si reca nei paesi dove è presente la malattia. Non bisogna prendere sotto gamba il rischio “sempre presente” di ammalare di malaria. In Africa ed in diversi posti dell’Asia e dell’America Latina, il rischio è sempre presente e occorre proteggersi con buoni repellenti e con una buona e mirata profilassi farmacologica, il cui farmaco deve essere scelto bene per le caratteristiche di ciascuno. Ma questa è un'altra questione che devono affrontare i viaggiatori.
 
Dr. Paolo Meo - medico tropicalista, presidente della travel Clinic CESMET

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