West Nile virus 2 Agosto 2019

Autore: Chiara Talone - Resp.scientifico: Dott. Paolo Meo
Il 18 luglio 2019 nella Provincia di Padova, in Veneto è stato ufficialmente segnalato il primo caso umano di infezione da West Nile Virus (WNV), nella sua forma più aggressiva, quella neuro-invasiva, in un uomo di 79 anni. Ne ha dato notizia l’ISS 
Il virus di West Nile, viene trasmesso dalla puntura di zanzare del genere Culex, insetti molto comuni e da sempre presenti nel nostro territorio. Questo virus, della famiglia dei Flavovirus, virus originari delle aree tropicali, è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto West Nile, da cui prende il nome. 
L’80% delle persone contagiate e che contraggono l’infezione, non sviluppano sintomi (soggetti asintomatici), ma producono nel loro organismo anticorpi che possono neutralizzare ed uccidere il virus. Questo contatto si evidenzia tramite esame di laboratorio. Circa un 20% di soggetti contagiati manifesta sintomi simili all’influenza, ma generalmente il malessere generale manifestato e evidente e rimane nel tempo. Solamente in rari casi si può manifestare una forma neurologica grave, a volte mortale, che coinvolge il Sistema Nervoso Centrale. Anziani e persone con disturbi immunitari sono i soggetti particolarmente a rischio. 
In Italia il primo focolaio di Virus da West Nile è stato segnalato nel settembre del 1998 nella zona di Padule di Fucecchio in Toscana, in un allevamento di cavalli. Dal 2008, la circolazione del virus è stata segnalata ogni anno nelle persone, negli animali e nelle zanzare, in diversi territori italiani. Infatti il virus può causare una malattia neurologica grave e mortale nei cavalli; vari tipi di uccelli ne sono il serbatoio naturale; l’uomo diventa ospite occasionale quando è punto dalla zanzara di tipo Culex, vettore, ossia trasportatrice del virus.
L’unica prevenzione è l’attenzione alla puntura delle zanzare ed il controllo di queste nel territorio. Ognuno faccia la sua parte per evitare l’aumento di questi insetti nelle nostre città e campagne.
Italia- Il 18 luglio 2019 nella Provincia di Padova, in Veneto è stato ufficialmente segnalato il primo caso umano di infezione da West Nile Virus (WNV) dal 2008, nella sua forma più aggressiva, quella neuro-invasiva, in un uomo di 79 anni. Ne ha dato notizia l’ISS Il virus di West Nile, viene trasmesso dalla puntura di zanzare del genere Culex, insetti molto comuni e da sempre presenti nel nostro territorio. Questo virus, della famiglia dei Flavovirus, virus originari delle aree tropicali, è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto West Nile, da cui prende il nome. 
L’80% delle persone contagiate e che contraggono l’infezione, non sviluppano sintomi (soggetti asintomatici), ma producono nel loro organismo anticorpi che possono neutralizzare ed uccidere il virus. Questo contatto si evidenzia tramite esame di laboratorio. Circa un 20% di soggetti contagiati manifesta sintomi simili all’influenza, ma generalmente il malessere generale manifestato e evidente e rimane nel tempo. Solamente in rari casi si può manifestare una forma neurologica grave, a volte mortale, che coinvolge il Sistema Nervoso Centrale. Anziani e persone con disturbi immunitari sono i soggetti particolarmente a rischio. 
In Italia il primo focolaio di Virus da West Nile è stato segnalato nel settembre del 1998 nella zona di Padule di Fucecchio in Toscana, in un allevamento di cavalli. Dal 2008, la circolazione del virus è stata segnalata ogni anno nelle persone, negli animali e nelle zanzare, in diversi territori italiani. Infatti il virus può causare una malattia neurologica grave e mortale nei cavalli; vari tipi di uccelli ne sono il serbatoio naturale; l’uomo diventa ospite occasionale quando è punto dalla zanzara di tipo Culex, vettore, ossia trasportatrice del virus.
L’unica prevenzione è l’attenzione alla puntura delle zanzare ed il controllo di queste nel territorio. Ognuno faccia la sua parte per evitare l’aumento di questi insetti nelle nostre città e campagne.
 

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