PERU’, GLI UROS DEL LAGO TITICACA

PERU’, GLI UROS DEL LAGO TITICACA


Riuscite ad immaginare una popolazione riuscita a sopravvivere, e che ancora al giorno d’oggi vive, basando la sua esistenza sull’uso e consumo di una sola risorsa e per lo più naturale? Ebbene esiste! Sono gli Uros, o meglio i discendenti degli Uros, popolazione preincaica Peruviana stanziata sulle rive del lago Titicaca fin quando l’inesorabile avanzata dell’impero Inca spinse questa pacifica popolazione di lingua Quechua a trovare una soluzione alternativa alla vita sulla terraferma. 
La soluzione trovata li ha portati ad essere da allora e fino ad oggi una delle comunità più ecosostenibili del mondo.
Tutto nella vita degli Uros è infatti legato alla Totora, una pianta che cresce allo stato brado nelle acque del lago e che questa popolazione ha saputo rendere risorsa inestimabile.

L’arcipelago artificiale  su cui questa popolazione risiede sin dai tempi dell’invasione inca è infatti costruito ad hoc sfruttando l’immensa superficie del lago navigabile più alto del mondo ed è composto da più di cinquanta isole interamente costruite con canne di Totora intrecciate tra loro con una speciale tecnica molto antica che rende queste isole resistenti, calpestabili, se pur con un po’ di difficoltà nei primi passi,  e abitabili.
Le isole sono ancorate nella parte meno profonda del lago, possono essere spostate all’occorrenza e hanno bisogno di una discreta manutenzione, infatti periodicamente vanno aggiunte canne alle precedenti in modo da contrastarne il deterioramento.
Troviamo più o meno 20\30 persone per isola, ogni famiglia ha una casa costruita sempre grazie all’uso di questi giunchi e la propria zattera, neanche a dirlo fatta di canne di Totora, con cui potersi spostare da un’isola all’altra.

Troviamo l’isola adibita agli scambi commerciali, quella con la scuola, il tutto perfettamente costruito in modo ordinato ed efficiente e come dicevamo prima totalmente ad impatto zero sull’ambiente!
Se poi aggiungiamo anche che tutti gli utensili necessari alle attività quotidiane sono costruiti con questa canna che è usata anche per accendere il fuoco e quindi per cucinare i cibi, che sono per lo più a base di pesce fresco di lago e di germogli di Totora, capite ancora meglio come tutto per gli Uros giri intorno alla crescita di questa eccezionale risorsa.

Quindi, incorniciato nello splendido paesaggio del Titicaca, troviamo un luogo fuori dallo spazio e dal tempo che vale sicuramente la pena visitare anche se ovviamente la mole di turismo sviluppatosi negli ultimi anni ha intaccato la purezza di questa popolazione che oggi ha ben chiaro quale importante risorsa siano i turisti e che quindi ha modificato il suo modo di vivere, il turismo è infatti ad oggi la fonte di sostentamento maggiore per gli Uros che ogni giorno vedono arrivare persone da tutto il mondo che attraccano e si aggirano scomposti per le loro isole, curiosi e decisi a cogliere e portare via con loro almeno il ricordo indelebile di colori, odori e sapori di un paesaggio unico al mondo.
E allora questo popolo che fino a qualche anno fa viveva di pesca e scambi commerciali ha imparato a dedicarsi alla costruzione di souvenir e di tessuti ricamati di grande impatto che potrete acquistare durante il tour, vi accompagneranno addirittura su un’isola dove è possibile spedire cartoline ricordo, unico ufficio postale galleggiante come dicono loro, i bambini vi chiederanno di fare foto con voi e vi daranno il benvenuto cantando canzoni in Quechua, nonostante capiscano benissimo lo spagnolo, una volta arrivati, verrete accolti da uomini e donne in coloratissimi vestiti tradizionali che vi racconteranno tutto della loro vita, vi mostreranno le tecniche che hanno reso possibile la realizzazione di tutto quello che vedrete intorno a voi partendo da una semplice pianta, potrete fare un giro dell’arcipelago con le tradizionali imbarcazioni Uro, assistere ad una battuta di pesca, cucinare con loro e in alcune isole anche pernottare per entrare maggiormente nello spirito di questa popolazione per molto tempo ha vissuto davvero con il minimo indispensabile e che anche se oggi conosce benissimo l’uso di cellulari ed energia elettrica può aiutarci per un attimo ad imparare ad apprezzare la bellezza e la semplicità di una vita fatta di poco e resa possibile semplicemente sfruttando ciò che la perfezione della natura ci mette a disposizione a patto di saperlo cogliere, trasformare e sfruttare ma in modo sano e senza troppe pretese, una vita ancora oggi fatta di relazioni sociali, di scambi commerciali, di bambini che si stupiranno davanti al vostro smartphone o alla vostra reflex dio ultima generazione,  e di colorate sensazioni che difficilmente scorderete una volta ripartiti.

 

Isabella Cavoli, antropologa
 

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