Nuovo ceppo di colera più aggressivo

31 dicembre 2012 - Gli scienziati dicono che l'epidemia di colera che ha colpito più di 7.000 persone in Guinea Conakry  durante il 2012 è stata causata da un ceppo più virulento e più contagioso. I ricercatori sospettano che lo stesso ceppo abbia ucciso quasi 300 persone e colpito più di 22.000 altri nella vicina Sierra Leone.
(Fonti: http://www.voanews.com - http://allafrica.com)

Attraverso la sequenza genetica dei batteri del colera che si trovano in Guinea, epidemiologi che lavorano con il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia li hanno identificati come varianti atipiche del ceppo O1 El Tor. Secondo gli esperti nella regione i nuovi ceppi secernono una tossina più attiva rispetto ai ceppi tradizionali, con la creazione di una malattia più virulenta, con sintomi più gravi e un tasso di infezione e di mortalità più elevato. Il colera, malattia prevenibile e curabile, provoca diarrea e vomito. Un paziente può disidratarsi così rapidamente da morire in poche ore se non viene trattato convenientemente.

Il ceppo riscontrato in Guinea provoca sintomi più violenti ed è più contagioso di altri, ed è pericoloso in una regione in cui la mancanza di accesso all'acqua potabile e a servizi igienici adeguati rendono  le persone particolarmente vulnerabili alle malattie infettive.  L’epidemiologo Stanislas Rebaudet dell’Ospedale Universitario di Marsiglia ha studiato il ceppo di colera in collaborazione con l'UNICEF. Lo studioso ha dichiarato che le particolari caratteristiche del nuovo ceppo El-Tor determinano il fatto che i malati di colera evacuino nelle feci una carica batterica più elevata, risultando più contagiosi. Per questo motivo si temono epidemie più gravi, e i governi e le agenzie internazionali che lavorano per combattere la malattia del colera devono tenerne conto. Sarà necessario fin da subito rafforzare la prevenzione e la risposta sul campo.  Il colera, che è causato dal consumo di alimenti o di bevande contaminati, è prevenibile e curabile. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la malattia uccide almeno 100.000 persone nel mondo ogni anno.

Gli operatori umanitari affermano che il colera quest'anno è arrivato ​​in Guinea Conakry dalla vicina Sierra Leone, che ha visto con circa 22.000 casi la più grande epidemia di colera da molti anni. I campioni provenienti della Sierra Leone sono ancora in fase di analisi. L’epidemia del 2012 è iniziata nei villaggi costieri della Sierra Leone e da qui, attraverso lo spostamento regolare tra i due paesi di una popolazione mobile e non controllata, si è innescata la trasmissione della infezione.

Lo studioso Rebaudet ha affermato che questi ceppi atipici di El Tor in realtà non sono completamente nuovi, ma erano stati individuati in Bangladesh circa 20 anni fa, facendosi strada in Africa nel corso degli ultimi dieci anni, in Mozambico, Zimbabwe e a Nord verso la regione del lago Ciad. Lo stesso ceppo inoltre è attualmente coinvolto in Haiti, da dove ha guadagnato Cuba e Santo Domingo. Mentre è ultimamente comparso un focolaio di colera  in Angola, nella città di Uige, con 150 infetti e tre decessi.
(Fonte: http://www.angonoticias.com)

Considerazioni e consigli

L’evoluzione della malattia del colera negli ultimi mesi in molti paesi Africani ma anche nella regione caraibica conferma la progressione ed il peggioramento della epidemia a livello globale con un aumento della virulenza dei batteri ed una maggiore capacità di diffusione su territori piuttosto vasti.
La migrazione continua di popolazione, in particolare nell’area tropicale ed equatoriale, dalle regioni asiatiche, dal subcontinente indiano a molti paesi africani e caraibici, con flussi continui di popolazione all’interno dei contenenti africano ed americano,  accompagnata nell’ultimo periodo dal mantenimento e talvolta da un peggioramento delle situazioni igienico sanitarie dei paesi in questione, facilitano il mantenimento e l’aggravamento del fenomeno colera.

Nell’ anno 2012 in cui le piogge in tutti i paesi della fascia intertropicale sono state più insistenti e diffuse e si sono mantenute oltre i periodi di normale presenza, la possibilità di diffusione e di contatto con i vibrioni del colera è sicuramente aumentata in tutti i paesi della fascia equatoriale e tropicale. A tutti i viaggiatori che si recano o che provengono dai paesi infetti o coinvolti dalle epidemie in questione si raccomanda una igiene personale particolarmente accurata ed una attenzione ai cambiamenti dell’alvo, cioè delle caratteristiche della evacuazione delle feci. Un cambiamento della consistenza delle feci protratto o la presenza di una diarrea sempre più liquida deve far scattare un campanello di allarme.

Nei paesi dove si registrano casi di colera residenze anche considerate sicure, come alberghi di classe elevata o residenze custodite, possono non essere poi così sicure. Non solo l’igiene della struttura ma anche la possibilità di contaminazione da parte di personale di cucina o di stanza portatore magari asintomatico della malattia, può creare un pericolo non considerato.

Come prevenire

La nostra esperienza da medici tropicalisti, dopo anni di esperienze anche in loco, ci fa caldamente consigliare a tutti quelli che viaggiano una igiene personale accorta ed un utilizzo di biancheria e di asciugamani personali attenta, una adeguata cura dell’igiene degli alimenti. Importante una protezione immunologica con l’assunzione del vaccino orale, efficace e sicuro, non solo per i ceppi del colera ma anche per altri batteri che provocano enteriti, ed una protezione spiccata con l’utilizzo di una flora batterica, possibilmente composta da più ceppi batterici, da utilizzare prima di partire, durante il viaggio ed il soggiorno. Nei paesi di rischio elevato può essere utile, in senso preventivo, l’utilizzo della doxiciclina (Bassado) per infezioni intestinali anche aggressive.

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