Nuovo AIDS in ASIA

Autore: Francesco Spinazzola - Pubblicato il: 23/08/2012
Sezione: Notizie - Categoria: Archivio notizie
Parole chiave: nuovo aids non contagioso

23 agosto 2012 - In un articolo apparso il 23/8 u.s. sul New England Journal of Medicine, a firma Sarah Browne  e altri,(N Engl J Med 2012; 367:725-734 August 23, 2012),  a seguito di uno studio multicentrico coinvolgente numerosi altri scienziati di prestigiosi istituti (National Institute of Health o NIH, Cliniche Universitarie della Thailandia e di Taiwan), viene comunicata la notizia che sarebbe stata identificata in una popolazione di Asiatici (provenienti dai suddetti Paesi) una nuova malattia, dalle caratteristiche cliniche praticamente sovrapponibili all’AIDS, ma che non è correlata in alcun modo alla presenza di HIV. In altri termini il sistema immunitario degli ammalati viene indebolito progressivamente e diviene col tempo incapace di reagire alle infezioni che si manifestano.

Non appare per altro al momento contagiosa e non sembra nemmeno legata ai meccanismi dell’ereditarietà. Lo studio è stato compiuto (sotto l’egida del National Institute of Allergy and Infectious Diseases)  su un totale di 203 pazienti, divisi in quattro diversi gruppi sulla base delle caratteristiche cliniche (presenza di o assenza di e localizzazione eventuale di micobatteriosi e/o  altre infezioni opportunistiche) più uno di controllo. Quello che è stato scoperto è che sono presenti nei pazienti interessati da forme di micobatteriosi, ma non di tubercolosi,  autoanticorpi anti-interferon-γ.Sono infatti rappresentati nel plasma autoanticorpi neutralizzanti anti-interferon-γ nell’ 88% degli adulti asiatici con micobatteriosi non correlate alla tubercolosi e/o più infezioni opportunistiche e sono stati associati all'insorgenza nell'età adulta di questa immunodeficienza, dalle caratteristiche cliniche simili a quella determinata dall’infezione da HIV in fase avanzata. Il numero di CD4 non appare invece alterato in questi pazienti.

Fonte: hosted.ap.org

Non è noto cosa possa causare questa infezione, e nemmeno quando effettivamente possa insorgere, anche se pare intorno in genere intorno ai cinquanta anni. Si può ipotizzare un’infezione intercorrente che possa funzionare da stimolo per un’eventuale alterazione della risposta immunitaria, che porti ad un’iperproduzione di anticorpi diretti contro l’interferon-γ, magari in individui geneticamente e/o costituzionalmente predisposti. In effetti che tale predisposizione possa avere un suo ruolo fondamentale  è suggerito dall’origine etnica comune di molti di questi malati. Un’altra considerazione riguarda le nuove prospettive che si aprono per quanto riguarda la patogenesi e anche la terapia delle micobatteriosi e altre infezioni opportunistiche. Infatti spesso i trattamenti di tali infezioni con antibiotici non sono efficaci.

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