Nuova terapia per la cura dell'insidioso batterio Helicobacter pylori

21 Aprile 2016 - Il batterio Helicobacter pylori rappresenta una vera e propria minaccia per gli individui che lo albergano nello stomaco e nel duodeno.
Il fallimento della terapia antibiotica può portare nel tempo a conseguenze serie, come un’ulcera peptica o, in casi più rari, un tumore gastrico. Oggi c’è a disposizione una nuova cura, raccomandata dalle più recenti linee guida italiane, basata sull'utilizzo di un cocktail di quattro farmaci che aggrediscono il batterio per debellarlo in maniera risolutiva.
Contro l'infezione da Helicobacter sono stati usati per vent’anni diversi mix degli stessi farmaci: claritromicina, amoxicillina e un antiacido inibitore di pompa protonica per proteggere lo stomaco.
La terapia triplice, breve ed efficace, è stata risolutiva per molti pazienti ma con gli anni è insorta la resistenza all’antibiotico cardine, la claritromicina. Si è passati quindi alla terapia sequenziale, in cui si allungava la cura dando in due tempi successivi tre diversi antibiotici tra cui il metronidazolo, anche questo responsabile di tante resistenze. Il nuovo trattamento terapeutico prevede la cosiddetta terapia quadruplice: tetraciclina, metronidazolo e bismuto in un’unica pillola a combinazione fissa da assumere insieme all’omeprazolo, come copertura per lo stomaco. La terapia della durata di una decina di giorni ha un successo di eradicazione dell’80-93% dei casi, contro il 50-70 per cento della terapia triplice. Con questa terapia è superato quindi il problema della resistenza alla claritromicina e si ritorna ad utilizzare il bismuto, da tempo non disponibile in clinica.
Gli effetti collaterali sono possibili, ma scompaiono alla fine della cura. Nel nostro Paese la prevalenza del batterio è del 40-50 per cento fra i cinquantenni, ridotta però fino al 10-15 per cento nei ventenni. Helicobacter pylori si trasmette per via orale e oro-fecale, provoca un’infiammazione della mucosa, ovvero una gastrite che nella maggioranza dei casi è silente; talvolta possono essere presenti sintomi quali, difficoltà di digestione, dolore addominale e sensazione di gonfiore. In circa il 20-30 per cento dei soggetti che presentano tali sintomi, il test diagnostico conferma la presenza del batterio. Ci si auspica dunque che questa nuova terapia promettente possa scongiurare in maniera definitiva le complicazioni croniche di questo batterio.
 
Fonte: uptodate

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