Morbo di Chagas - Spagna

31 ottobre 2013 - La tripanosomiasi americana o “morbo di Chagas  è la patologia di origine tropicale maggiormente rappresentata in Spagna. È provocata da un parassita, chiamato Trypanosoma cruzii, che viene trasmesso attraverso la puntura di una sorta di scarafaggio, detto reduvide o “barbeiro”, che alberga nelle abitazioni periferiche o rurali in misere condizioni igieniche in vari paesi dell’America Latina. Ne sono colpiti l’Argentina e la Bolivia, il Perù, il Paraguay, il Brasile, l’Equador fino a raggiungere America Centrale ed anche alcuni Stati meridionali, ma in modo sporadico, degli USA. I sintomi si presentano a distanza anche di anni dal momento del contagio e la malattia si localizza generalmente a livello della placca neuromuscolare, con problemi generalmente cardiaci e/o digestivi: endocarditi, megacolon ecc.. E’ ammessa la trasmissione verticale, da madre a neonato, o attraverso trasfusioni di sangue e trapianti di organo.
All’incirca dal 2000, quando il flusso immigratorio di cittadini americani ha cominciato ad aumentare, i casi di questa malattia sono apparsi in Spagna. Attualmente, più di 1.800 persone in 94 centri sanitari ricevono un trattamento per una malattia che può portare a problemi cardiaci cronici, digestivi o anche neurologici. A volte possono essere gravi, e si può manifestare anche con la morte improvvisa. La Spagna applica le regole per evitare che le donazioni di sangue da pazienti affetti da morbo di Chagas possano poi trasmettere la malattia ai riceventi, controlli previsti e regolati all'interno dell’Unione europea: Regno Unito, Svezia e Francia. Dal 2006 vengono controllati anche i trapianti di organi. Viene lamentato il fatto che non c’è alcun protocollo ufficiale nazionale per il controllo della trasmissione verticale (madre-figlio) e che solo tre comunità in Spagna (Valencia, Catalogna e Galizia) hanno disciplinato lo screening delle donne in gravidanza.
L'OMS-WHO stima che tra le 60.000 e le 100.000 persone potrebbero essere colpite in Europa, ma non esistono dati precisi. Solo il 6% dei casi stimati viene effettivamente diagnosticato. Tra il 1999 e il 2009, ne sono stati confermati circa 4.000, di cui 3.617 solo in Spagna, 180 in Svizzera e 114 in Italia. Studi condotti in ospedali spagnoli indicano che l’81,1% delle persone colpite è boliviano. In Spagna si stima che circa 42.000 persone siano infette e, di queste, oltre 17.000, a causa di una cardiopatia latente dovuta al parassita, richiederanno particolare attenzione per il riconoscimento diagnostico e per la cura.
È una malattia difficile da diagnosticare, perché non è di facile riscontro. Bisogna andare cercarla, dal momento che in realtà la maggior parte degli infetti, il 70%, guarisce senza lamentare sequele. Solo il 30%, che è comunque sempre un numero molto grande di persone, metterà in evidenza quei problemi digestivi, cardiaci, descritti in precedenza, e quasi sempre a grande distanza di tempo: 20-30 anni dopo la trasmissione, in media.  
Per questo la tripanosomiasi americana è conosciuta come la malattia silenziosa. Non solo per questo lungo periodo di latenza, ma anche perché le sue prime manifestazioni sono aspecifiche. Si manifesta inizialmente infatti con palpitazioni o magari un periodo di stitichezza. Una situazione classica può essere quella di un immigrato, che ha un lavoro precario, ha magari molti figli a carico, se dovesse accusare una sintomatologia così sfumata, questa può passare per una condizione di “disagio esistenziale” ed essere etichettata come disturbo d’ansia o nevrotico e quindi del tutto sottovalutata.
Un altro punto critico è rappresentato dai farmaci usati per trattare il morbo di Chagas: benznidazolo e nifurtimox. Sono farmaci ormai datati e a basso costo e per tanto al di fuori della sfera di interessi delle moderne politiche sanitarie. Inoltre presentano numerosi effetti collaterali, specie il secondo. In realtà i farmaci in oggetto sono efficaci quasi esclusivamente nella fase acuta della malattia, cioè in coincidenza della trasmissione, dove riescono a curare il 100% dei casi, mentre nella fase di latenza e/o cronica, ci si deve rivolgere al trattamento delle complicazioni, le descritte problematiche cardiache e digestive, talora anche ricorrendo alle cure chirurgiche.
Si deve quindi risvegliare l’interesse intorno a questa malattia, per poter, attraverso la sorveglianza attiva nei reparti di malattie infettive, di neurologia, nei centri trasfusionali e anche negli ambulatori privati, riconoscere ed identificare i casi mediante i test sierologici disponibili informarli e sottoporli alle cure necessarie. Presso il MET è possibile chiedere consulenze in merito, se si sospettasse tale importante e diffusa, nelle zone di endemia,  malattia.
Fonte: http://eldiario.com.uy
 

Trovi interessante questa pagina? Condividila su Facebook!

Planisfero e Schede paese

Aggiornamento in tempo reale della situazione sanitaria dei paesi del mondo. Schede Paese e Alert sanitari

Scopri i dettagli »

Scarica l'app TravelClinic

Porta la Travel Clinic CESMET sempre con te. L’applicazione che ti informa nei tuoi viaggi nel mondo.

Scopri i dettagli »

La TH Card

Assistenza medica 24/h in ogni parte del Mondo in costante collegamento con la tua Travel Clinic di fiducia.

Scopri i dettagli »

Prenota un appuntamento

Per prenotare una visita, prendere un appuntamento per una vaccinazione, informazioni sui servizi.

Scopri i dettagli »