In queste ultime settimane di inizio estate la presenza, tipica per la stagione, delle meduse nei nostri mari ha meritato l'attenzione dei principali organi di informazione. Si è affermato che la loro diffusione è in aumento a causa dell'alterazione dei fattori ambientali, dei supposti cambiamenti climatici e soprattutto a causa della diminuzione della popolazione dei pesci che se ne nutrono provocata da una pesca sempre più intensiva.  Anche se non godono di una buona fama le meduse però rimangono degli esseri affascinanti, così eleganti nei lenti e ritmati movimenti con cui sembrano assecondare le onde, e dalle forme così misteriose, che catturano irresistibilmente il nostro sguardo quando le fissiamo, rimanendo ben protetti dal parapetto di una barca, in trasparenza nell’acqua. Il curioso aspetto, che le differenzia dalla maggior parte degli altri esseri viventi, è dovuto in gran parte alla composizione chimica, nella quale l’acqua costituisce il 95%. Mancando di cervello, sangue, e di un apparato cardiovascolare, le meduse sono creature abbastanza semplici. Esse sono costituite da tre strati: uno strato esterno, chiamato l'epidermide, uno strato intermedio costituito da una spessa, elastica, sostanza gelatinosa chiamata mesoglea, e uno strato interno, chiamato gastrodermis. Un sistema nervoso elementare, o rete nervosa, permette alla medusa di avere un olfatto, di rilevare la luce e rispondere ad altri stimoli. La semplice cavità digerente di una medusa funge sia da stomaco che da intestino, con una apertura sia per la bocca che per l'ano.
Questi semplici invertebrati sono membri del phylum Cnidari, che comprende creature come gli anemoni di mare, i sifonofori e i coralli. Come tutti i membri del phylum, le parti del corpo di una medusa irradiano da un asse centrale. Questa "simmetria radiale" permette alle  meduse di  rilevare gli alimenti o di rispondere al pericolo da qualsiasi direzione.
Le meduse hanno la capacità di pungere con i loro tentacoli. Mentre la gravità delle punture è varia, negli esseri umani  la maggior parte delle punture di medusa determinano solo un lieve disagio.
Nei nostri mari le specie prevalenti sono innanzitutto , Rhizostoma pulmo.

dal diametro di circa 50 cm., una specie di frequente riscontro e che ci può facilmente capitare di vedere spiaggiata sulle nostre coste, considerata poco pericolosa. Questa medusa presenta un cappello di forma semisferica opalescente ma tendente al trasparente, con i bordi sfrangiati blu-viola. Sotto al cappello il corpo è chiamato manubrio ed è composto da 8 prolungamenti di tessuto bianco-trasparente arricciato e grumoso, dai quali partono 8 tentacoli allungati, sfrangiati e semitrasparenti. Le dimensioni sono degne di nota: potendo raggiungere i 50–60 cm di diametro e i 10 kg di peso, rappresenta la più grande medusa del Mediterraneo.
Poi abbiamo la Pelagia noctiluca, che a primavera sciama in branchi numerosi verso le nostre coste, dalla forma a   ombrello marrone-rosato o rosa-violetto di circa 10 centimetri di diametro, traslucido, composto da 16 lobi da cui partono 8 lunghi tentacoli retrattili, molto urticanti e semi-trasparenti, che si possono estendere fino a 10 metri. I tentacoli orali, dello stesso colore dell'ombrello, sono lunghi fino a circa 30 centimetri
C’è poi la temutissima Caravella portoghese, che in realtà non è una medusa, ma appartiene al gruppo dei cnidari, con lunghissimi tentacoli in grado di provocare ustioni molo gravi.
Il meccanismo attraverso il quale le meduse ci pungono è rappresentato dalle nematocisti, costituite da una capsula (nematocisti), e dotate di un filamento sensorio detto cnidociglio. All'interno della capsula è presente un liquido urticante e un filamento, anch'esso urticante, che, allo stato di riposo, è invaginato a spirale entro la capsula. Lo cnidociglio possiede una terminazione sensitiva che, se stimolata, provoca l’aumento della pressione nella capsula urticante, quindi l’estroflessione del filamento come una molla e la secrezione delle tossine attraverso un piccolo orifizio posto all'estremità del filamento stesso. Le nematocisti sono in sostanza dei minuscoli tubuli coperti di spine. Le spine si ancorano nella vostra pelle ed iniettano varie sostanze chimiche nella nostra pelle. Alcune ad azione paralizzante altre ad azione neurotossica ed  altre infiammatoria. Sono generalmente termolabili. Pertanto dobbiamo temere sia l’azione tossica diretta delle sostanze rilasciate, sia un’eventuale e spesso più pericolosa reazione anafilattica, che comunque è da considerare rara, a tali sostanze. L’aspetto delle lesioni sulla nostra pelle è quella inizialmente di una serie di rilievi, detti pomfi, generalmente in linea sulla porzione di cute lesa. La loro comparsa è associata ad un forte senso di bruciore. È essenziale non toccarsi e soprattutto non grattarsi. Cercare subito un soccorso, se possibile.

Cosa dobbiamo fare nella pratica se veniamo colpiti da questi sgraditi ed inattesi ospiti delle nostre abluzioni marine? Specie se ci troviamo lontani da qualsiasi tipo di struttura è essenziale non farsi prendere dal panico. Sembra inutile dirlo, ma è sempre bene per prima cosa ricordarlo. Il soccorritore dovrà salvaguardare la propria incolumità, per il proprio vantaggio e per quello della persona soccorsa. Dovrà pertanto usare dei guanti di gomma, se disponibili, da eliminare dopo l’uso, perché potenzialmente pericolosi, potendosi rilevare su di essi la presenza a distanza di tempo di sostanze urticanti, oppure cercare in ogni maniera di non toccarla cute della vittima con le proprie mani. Come seconda cosa si deve lavare la ferita con acqua di mare, non acqua dolce, a proposito non applicare ghiaccio, mentre è consigliabile usare dell’aceto diluito in acqua marina: l’acidità della soluzione inattiva la maggior parte delle sostanze iniettate, ma non quelle della Caravella portoghese. Per le lesioni di quest’ultima si può invece utilizzare una soluzione di acqua marina e di bicarbonato di sodio. In caso di lesioni ai globi oculari è raccomandabile sciacquare solamente con acqua marina, magari leggermente riscaldata non oltre 38°-40°. Mentre in caso di lesioni nel cavo orale si possono praticare con profitto degli sciacqui con soluzioni contenenti aceto. Il terzo passaggio consiste nel tagliare i tentacoli della medusa strisciando in senso laterale un coltello, con la parte non tagliente, o anche una carta di credito o qualcosa di simile, cioè un foglio rigido di materiale plastico, sulla cute per asportare sia i frammenti calcarei, che quelli velenosi, scarsamente o non visibili. A questo punto, dopo aver risciacquato ben bene con acqua di mare, si può lasciare asciugare la cute lesa e applicare delle pomate cortisoniche e assumere degli antistaminici.  Queste creme in realtà non sono particolarmente utili in fase di pronto soccorso, in quanto per esplicare la loro attività necessitano di un periodo di latenza di almeno trenta minuti. Si può invece in fase di primo intervento, perché ad azione rapida, ricorrere all’applicazione di un gel astringente al cloruro d’alluminio. Ci si può far consigliare dal Farmacista, prima di accingerci alle nostre immersioni a rischio. Il seguito del decorso, dopo l’effettuazione di queste semplici manovre di pronto soccorso si può svolgere sotto la supervisione ad esempio di un medico specialista di patologie legate ai viaggi, che valuterà l’evoluzione del paziente e consiglierà eventuali percorsi terapeutici di urgenza, se del caso.
Nei nostri mari, per quanto è dato sapere molto difficilmente le punture urticanti delle meduse possono costituire un reale pericolo. Attenzione comunque alle piccole  e molto diffuse “Pelagia noctiluca”, che hanno filamenti, che come detto, possono raggiungere i dieci metri. Scrutate con attenzione la superficie dell’acqua prima di bagnarvi. Tuffatevi ben lontano da queste meduse.
L’ultimo decesso nei nostri mari è avvenuto tre anni fa in Sardegna ai danni di una donna in età matura, per shock anafilattico.

Fonte: http://it.wikipedia.org  http://it.wikipedia.org/wiki/File:Pelagia_noctiluca_(Sardinia).jpg  

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Nematocisti.jpg
 


 

Trovi interessante questa pagina? Condividila su Facebook!

Planisfero e Schede paese

Aggiornamento in tempo reale della situazione sanitaria dei paesi del mondo. Schede Paese e Alert sanitari

Scopri i dettagli »

Scarica l'app TravelClinic

Porta la Travel Clinic CESMET sempre con te. L’applicazione che ti informa nei tuoi viaggi nel mondo.

Scopri i dettagli »

La TH Card

Assistenza medica 24/h in ogni parte del Mondo in costante collegamento con la tua Travel Clinic di fiducia.

Scopri i dettagli »

Prenota un appuntamento

Per prenotare una visita, prendere un appuntamento per una vaccinazione, informazioni sui servizi.

Scopri i dettagli »