Malaria, Tropico, Rischi salute, Zanzare, Prevenzione, Profilassi farmacologica o Chemioprofilassi.

 Queste le parole chiavi che ci riportano ad una malattia di cui si parla molto e poco si conosce.  
Malaria, malattia esotica, presa spesso sotto gamba da viaggiatori “fai da te” o “poco e male informati”, o anche da medici poco attenti ai reali rischi di contagio della malattia. Il rischio di sviluppare una malattia importante durante un periodo di vacanza od un soggiorno di lavoro e rovinare la salute è reale in molti paesi delle aree tropicali. Il malessere derivato dal contagio con il parassita è pesante, invalidante per diversi giorni. Ma nessuno riflette su quel “danno epatico”, tipico della prima parte della infezione del parassita, che se non eliminato dalle cellule epatiche può rimanere silente ed inapparente dentro il fegato e provocare piccole aree di necrosi (morte delle cellule epatiche) e poi alla lunga fibrosi dell’organo. Questo è il reale motivo per evitare il contagio del parassita malarico. 
 
Prevalenza del Plasmodium Falciparum nei diversi Continenti.
Maggior prevalenza in Africa Equatoriale ed intertropicale. Minor impatto nel Corno d’Africa.
Inferiore la prevalenza (presenza) in America Latina Centrale in Asia e Sud est Asiatico.
 
 
 
lI rischio di essere contagiato dal parassita, attraverso la puntura della zanzara Anopheles è esteso a tutti i paesi delle regioni intertropicali ed ancora ad alcune aree a clima temperato-continentale, alcune aree della Turchia Orientale, alcuni territori delle Repubbliche centro-asiatiche dell'ex URSS. Sporadicamente sono comparsi recentemente alcuni piccoli focolai momentanei e temporanei addirittura in alcune aree della Grecia e di Cipro. I cambiamenti del clima e l’ambiente mediterraneo sempre più caldo ed umido favorisce la ripopolazione di alcune aree marittime da parte della zanzara Anopheles, ma la guardia ed i controlli sono elevati. Possiamo confermare che la prevalenza (la presenza) della malattia in molti paesi non è uniforme. Si presenta molto a “macchia di leopardo”, come la distribuzione delle 4 diverse specie di plasmodio molto varia nei diversi territori. Il Plasmodio Falciparum è clinicamente il più aggressivo ed è presente in particolare nel Continente Africano. Il Plasmodio Vivax, meno aggressivo del precedente, ha una capacità di nascondersi a lungo all’interno del fegato e fare danni alla lunga. Si ritrova soprattutto in Asia e Sud Est Asiatico, dove negli ultimi anni ha aumentato la sua presenza.
In molti paesi, in particolare Africani, la presenza è costante ed ubiquitaria, ossia presente ovunque. In molti paesi Asiatici e dell’America Latina e Centrale esistono aree in cui la trasmissione della malattia è elevata ed altre in cui è sporadica, stagionale o assente. Sicuramente la stagionalità e la situazione meteorologica, piogge, umidità, periodi prolungati di calore, condizionano la presenza di zanzare nel territorio e quindi il rischio di trasmissione del parassita malarico. 
 

La maggior parte dei casi di malaria, e di questi i tipi più rischiosi sono nell’ Africa intertropicale (>85% dei casi totali). Sempre nell’ Africa Subsahariana ricordo che la trasmissione è presente durante tutto l’anno e senza differenza tra aree urbane o rurali. Anzi l’esperienza ci conferma che, essendo l’uomo il serbatoio del parassita, dove c’è maggiore concentrazione di popolazione, e dove le raccolte d’acqua sono diffuse (grandi città, o metropoli), maggiore è il rischio di contagio. Anche l’altezza è oramai relativa. Accanto alle malarie presenti per contiguità (ovvero vicinanza) o per trasporto (macchine, camion, altri mezzi di locomozione), e quindi la possibilità di trovare zanzare infette ben sopra i 2500 mt, la presenza stabile supera oramai i 2000mt di altezza. Anche il cambiamento del clima nei paesi intertropicali ha elevato il rischio di presenza di Anopheles, e di contagio ben oltre i 2000 metri sul livello del mare. E questi cambiamenti sono in evoluzione continua.  

Le malattie a trasmissione da insetti vettori sono diffuse oramai ovunque nei paesi intertropicali. Oltre le malattie virali da Arbovirus (es. Dengue) anche la malaria continua ad essere tra le più diffuse malattie nel tropico. Oltre 240 milioni di casi sintomatici ogni anno vengono diagnosticate nelle strutture sanitarie dei diversi continenti. Questo è un numero fortemente sottostimato. Si pensa infatti che il plasmodio alberghi in oltre 1/5 della popolazione globale, e periodicamente e ciclicamente si manifesti nei modi più diversi. Questa situazione rappresenta uno dei principali rischi per i viaggiatori diretti verso i paesi tropicali.
 
Prevalenza di Plasmodio Vivax in America Latina e Centrale, Asia e Sudest asiatico.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                Raro in alcune aree dell’Africa ed in Madagascar, dove il rischio di forme miste è alto.
 
Il rischio di contagio con il parassita malarico attraverso la puntura di zanzara infetta, ossia di ricevere l’inoculo del microrganismo, è relativamente elevato. La capacità del nostro sistema difensivo immunitario di stroncare all’origine la malattia, distruggendo in poco tempo il parassita, è molto elevata. Quindi nonostante la elevata possibilità di infettarsi, sviluppare la malattia è evento raro. Ma questo non giustifica il pressappochismo e l’inutile volontà di molti di sfidare la sorte. La capacità aggressiva del parassita dipende da tanti fattori sia ambientali, che del microrganismo stesso, che della forza immunologica del nostro organismo che muta nel tempo ed è condizionata da una serie di stress da viaggio. Quindi tutto questo è poco prevedibile. 
Due sono gli elementi fondamentali che caratterizzano la protezione e la prevenzione dall'infezione: il primo riguarda la protezione nei confronti dell’insetto vettore, ossia la zanzara; il secondo contempla l’utilizzo di farmaci utili per la chemioprofilassi. 
Attenzione alle punture delle zanzare, mediante l’utilizzo di repellenti efficaci e sicuri, possibilmente naturali, e utilizzo di farmaci idonei scelti tra i molti farmaci antimalarici oramai inefficaci e resistenti, costituiscono i pilastri per garantirsi un viaggio sicuro, tranquillo ed in salute.   
Alcune regole essenziali da ricordare viaggiando in aree di rischio malarico:
Protezione dagli insetti vettori:
Individuare di ogni zona di soggiorno le ore di maggiore attività delle zanzare ed aumentare, in questi orari, l’attenzione alle punture e le pratiche preventive;
Se possibile, provare a coprirsi le parti scoperte; abitudine difficile da adottare in certi climi e luoghi di soggiorno;
Utilizzare repellenti efficaci, sicuri e possibilmente naturali. I derivati della pianta di Neem (prodotto NOZETA) sono prodotti utilizzabili anche su neonati e durante la gravidanza;
Ricordare di portare lo zampirone, ottimo repellente ambientale;
Utilizzare sul letto zanzariere possibilmente trattate con insetticidi, e condizionare leggermente gli ambienti, per allontanare gli insetti;
                                                                                                                                                                                                                                                                                     
 
Protezione farmacologica (la chemioprofilassi)
I farmaci hanno una funzione preventiva ed aiutano l’organismo a superare gli attacchi del parassita; 
Negli individui sani il concetto che le medicine fanno male e “sono pesanti” soprattutto per un organo come il fegato, è una “contraddizione in terminis”. Una vera e propria leggenda metropolitana. Il fegato è l’organo adibito alla detossificazione e distruzione di qualsiasi sostanza e molecola estranea al nostro organismo. E’ il suo lavoro vero lavoro. E quindi i farmaci possono influenzare negativamente fegati in precedenza lesionati o malati. Cosa infrequente.
La vera situazione che fa male all’organismo è il contatto con il parassita malarico. L’entrata di questo microbo nel torrente circolatorio e poi all’interno del fegato crea lesioni ai tessuti. L’aggressione di questi animaletti unicellulari alle nostre cellule epatiche e poi, in un secondo momento ai globuli rossi è lesiva delle nostre cellule, con conseguenze anche a distanza. 
I farmaci attivi ed efficaci sono sempre meno. La resistenza del parassita malarico ad un numero sempre più alto di farmaci cresce in continuazione;
Nessun farmaco copre al 100% ma l’attenzione alle punture accompagnata dalla assunzione di un farmaco attivo e con poche controindicazioni è la chiave di volta per proteggersi;
 
 
Molti centri medici elencano e propongono una serie di medicine in profilassi che le autorità sanitarie internazionali (WHO) consigliano alle popolazioni che vivono nei Paesi dell’area Tropicale. Farmaci che in Europa non vengono utilizzati da decenni e non vengono commercializzati. Quindi cerchiamo di non confonderci con elenchi di farmaci inutili e inefficaci. 
Rimangono per la chemioprofilassi, a nostra disposizione, tre molecole che sono indicate come rimedi per la prevenzione dagli attacchi dei diversi Plasmodi, ma la cui efficacia si è modificata nel tempo e nei diversi territori per ciascuna di queste medicine. 
 
La Meflochina (Lariam), farmaco che dall’inizio degli anni ’80 è stato un cavallo di battaglia per la prevenzione e la cura dei diversi tipi di Malaria, dall’inizio degli anni 2000 ha diminuito costantemente la sua efficacia partendo dall’ Asia e dal Sud Est Asiatico. La resistenza dei parassiti si è poi estesa ai Paesi Africani e dell’America Latina. Sempre rischioso per cardiopatici e neuropatici, per soggiorni in altitudine o per chi si immerge in profondità. Utilizzato dagli anni ’90 nelle donne in gravidanza, con l’ottima caratteristica di 1 somministrazione a settimana, ai giorni d’oggi è diventato inefficace e di scarsa utilità preventiva e curativa. Questa resistenza dei parassiti è piuttosto diffusa. 
 
Atovaquone + Proguanile (Malarone): molto diffuso ed utilizzato soprattutto dai viaggiatori europei. Dall’inizio degli anni ’90 ha lentamente sostituito il Lariam, per le sue caratteristiche farmacologiche ma anche di maggiore efficacia sia in prevenzione che in terapia. Poi l’efficacia terapeutica è venuta meno ma è rimasto farmaco di riferimento per la profilassi farmacologica dai bambini sopra gli 11 kg. I tempi di somministrazione consigliati non hanno mai superato massimo i 2 mesi, con variazione tra le 4 settimane ed i 6 mesi. Ma con la diminuzione dell’efficacia in terapia, sostituita dai derivati dell’Artemisia Annua, anche la protezione preventiva si è ridotta. Senza considerare questa resistenza dei parassiti che si è diffusa molto nelle aree Subsaheliane, il farmaco viene ancora dato in modo diffuso a scopo preventivo. Il risultato è che molti rientrano manifestando sintomi di malaria, nonostante l’assunzione del farmaco. Da clinico posso confermare di aver visitato persone in copertura con Malarone, affette dalla malattia. Comunque la resistenza dei parassiti non si esprime in modo omogeneo ma è molto diffusa a zone e a territori. Frequente in Oriente ed in molti paesi Africani, ridotta nei paesi dell’America Latina e Centrale dove sono presenti i plasmodi.  Il farmaco è comunque controindicato nei bambini di peso inferiore agli 11 Kg, alle donne in gravidanza e durante l'allattamento. 
 
Doxiciclina 100 mg (Bassado): questo antibiotico della famiglia delle tetracicline, trova indicazione per il trattamento di molteplici infezioni sia cutanee che intestinali. Farmaco di elezione per la cura del “tifo esantematico” da puntura da zecca (Rickettsia) e di infezioni derivanti da molteplici infezioni batteriche trasmesse da zanzare o insetti (es. Borrelia) o malattie batteriche sistemiche e sessualmente trasmesse. Un compagno sicuro per il viaggiatore che con la sua compressa al giorno previene una serie di eventi molto negativi durante il viaggio, da diarree anche particolarmente aggressive, ad infezioni gravi da zecche, molto invalidanti e pericolose, da piccoli foruncoli o manifestazioni cutanee fastidiose, a molte forme di origine batterica. Accanto a queste caratteristiche oggi DOXICICLINA è considerata il miglior farmaco per la “chemioprofilassi anti malarica” maggiormente efficace in ogni parte del mondo. Qualcuno ritiene che la sensibilità del plasmodio al farmaco cambia nelle diverse regioni e paesi intertropicali. Grave errore di valutazione. L’efficacia e la sensibilità e la sicurezza di questo farmaco sono elevate ovunque. I buoni risultati mostrati da questa tetraciclina, uniti all’ampio spettro di azione su molte forme morbose che possono rovinare un soggiorno in aree difficili, fanno di questo farmaco una prima scelta per i viaggi effettuati per brevi o per periodi particolarmente lunghi.
Per evitare effetti avversi quali nausea o disturbi intestinali se ne consiglia l’assunzione durante un pasto, meglio durante la colazione. La fotosensibilizzazione (dermatiti da esposizione al sole) è un evento collaterale ponderale, ossia legato alla dose della tetraciclina somministrata. Questa somministrata a grammi di sostanza può sensibilizzare al sole; tale evento non è contemplato alla dose di 100 mg. Cioè a basse dosi gli effetti sulla pelle non si innescano. Si preferisce non somministrare in gravidanza, né a bambini di età inferiore ai 10 anni. Sui lunghi periodi può causare una riduzione di efficacia della pillola anticoncezionale. 
Il farmaco va assunto dall’arrivo nell’area a rischio, una volta al giorno, durante la colazione accompagnata da un bicchiere di acqua, durante il soggiorno e per una settimana dall’uscita dall’area a rischio, periodo sufficiente a coprire il periodo di latenza per la comparsa di forme attive. Il costo molto basso di ogni confezione, l’efficacia su molti fronti e la scarsità o assenza di effetti collaterali ne fanno ad oggi il farmaco più titolato all’uso preventivo. E’ sempre necessario valutare la sensibilità od allergia alla somministrazione per ciascun individuo.  
 
 
 
 
Malaria, Tropico, Rischi salute, Zanzare, Prevenzione, Profilassi farmacologica o Chemioprofilassi. Queste le parole chiavi che ci riportano ad una malattia di cui si parla molto e poco si conosce.  
Malaria, malattia esotica, presa spesso sotto gamba da viaggiatori “fai da te” o “poco e male informati”, o anche da medici poco attenti ai reali rischi di contagio della malattia. Il rischio di sviluppare una malattia importante durante un periodo di vacanza od un soggiorno di lavoro e rovinare la salute è reale in molti paesi delle aree tropicali. Il malessere derivato dal contagio con il parassita è pesante, invalidante per diversi giorni. Ma nessuno riflette su quel “danno epatico”, tipico della prima parte della infezione del parassita, che se non eliminato dalle cellule epatiche può rimanere silente ed inapparente dentro il fegato e provocare piccole aree di necrosi (morte delle cellule epatiche) e poi alla lunga fibrosi dell’organo. Questo è il reale motivo per evitare il contagio del parassita malarico. 
Il rischio di essere contagiato dal parassita, attraverso la puntura della zanzara Anopheles è esteso a tutti i paesi delle regioni intertropicali ed ancora ad alcune aree a clima temperato-continentale, alcune aree della Turchia Orientale, alcuni territori delle Repubbliche centro-asiatiche dell'ex URSS. Sporadicamente sono comparsi recentemente alcuni piccoli focolai momentanei e temporanei addirittura in alcune aree della Grecia e di Cipro. I cambiamenti del clima e l’ambiente mediterraneo sempre più caldo ed umido favorisce la ripopolazione di alcune aree marittime da parte della zanzara Anopheles, ma la guardia ed i controlli sono elevati. Possiamo confermare che la prevalenza (la presenza) della malattia in molti paesi non è uniforme. Si presenta molto a “macchia di leopardo”, come la distribuzione delle 4 diverse specie di plasmodio molto varia nei diversi territori. Il Plasmodio Falciparum è clinicamente il più aggressivo ed è presente in particolare nel Continente Africano. Il Plasmodio Vivax, meno aggressivo del precedente, ha una capacità di nascondersi a lungo all’interno del fegato e fare danni alla lunga. Si ritrova soprattutto in Asia e Sud Est Asiatico, dove negli ultimi anni ha aumentato la sua presenza.
In molti paesi, in particolare Africani, la presenza è costante ed ubiquitaria, ossia presente ovunque. In molti paesi Asiatici e dell’America Latina e Centrale esistono aree in cui la trasmissione della malattia è elevata ed altre in cui è sporadica, stagionale o assente. Sicuramente la stagionalità e la situazione meteorologica, piogge, umidità, periodi prolungati di calore, condizionano la presenza di zanzare nel territorio e quindi il rischio di trasmissione del parassita malarico. 
La maggior parte dei casi di malaria, e di questi i tipi più rischiosi sono nell’ Africa intertropicale (>85% dei casi totali). Sempre nell’ Africa Subsahariana ricordo che la trasmissione è presente durante tutto l’anno e senza differenza tra aree urbane o rurali. Anzi l’esperienza ci conferma che, essendo l’uomo il serbatoio del parassita, dove c’è maggiore concentrazione di popolazione, e dove le raccolte d’acqua sono diffuse (grandi città, o metropoli), maggiore è il rischio di contagio. Anche l’altezza è oramai relativa. Accanto alle malarie presenti per contiguità (ovvero vicinanza) o per trasporto (macchine, camion, altri mezzi di locomozione), e quindi la possibilità di trovare zanzare infette ben sopra i 2500 mt, la presenza stabile supera oramai i 2000mt di altezza. Anche il cambiamento del clima nei paesi intertropicali ha elevato il rischio di presenza di Anopheles, e di contagio ben oltre i 2000 metri sul livello del mare. E questi cambiamenti sono in evoluzione continua.  
Le malattie a trasmissione da insetti vettori sono diffuse oramai ovunque nei paesi intertropicali. Oltre le malattie virali da Arbovirus (es. Dengue) anche la malaria continua ad essere tra le più diffuse malattie nel tropico. Oltre 240 milioni di casi sintomatici ogni anno vengono diagnosticate nelle strutture sanitarie dei diversi continenti. Questo è un numero fortemente sottostimato. Si pensa infatti che il plasmodio alberghi in oltre 1/5 della popolazione globale, e periodicamente e ciclicamente si manifesti nei modi più diversi. Questa situazione rappresenta uno dei principali rischi per i viaggiatori diretti verso i paesi tropicali
Il rischio di contagio con il parassita malarico attraverso la puntura di zanzara infetta, ossia di ricevere l’inoculo del microrganismo, è relativamente elevato. La capacità del nostro sistema difensivo immunitario di stroncare all’origine la malattia, distruggendo in poco tempo il parassita, è molto elevata. Quindi nonostante la elevata possibilità di infettarsi, sviluppare la malattia è evento raro. Ma questo non giustifica il pressappochismo e l’inutile volontà di molti di sfidare la sorte. La capacità aggressiva del parassita dipende da tanti fattori sia ambientali, che del microrganismo stesso, che della forza immunologica del nostro organismo che muta nel tempo ed è condizionata da una serie di stress da viaggio. Quindi tutto questo è poco prevedibile. 
Due sono gli elementi fondamentali che caratterizzano la protezione e la prevenzione dall'infezione: il primo riguarda la protezione nei confronti dell’insetto vettore, ossia la zanzara; il secondo contempla l’utilizzo di farmaci utili per la chemioprofilassi. 
Attenzione alle punture delle zanzare, mediante l’utilizzo di repellenti efficaci e sicuri, possibilmente naturali, e utilizzo di farmaci idonei scelti tra i molti farmaci antimalarici oramai inefficaci e resistenti, costituiscono i pilastri per garantirsi un viaggio sicuro, tranquillo ed in salute.   
Alcune regole essenziali da ricordare viaggiando in aree di rischio malarico:
Protezione dagli insetti vettori:
Individuare di ogni zona di soggiorno le ore di maggiore attività delle zanzare ed aumentare, in questi orari, l’attenzione alle punture e le pratiche preventive;
Se possibile, provare a coprirsi le parti scoperte; abitudine difficile da adottare in certi climi e luoghi di soggiorno;
Utilizzare repellenti efficaci, sicuri e possibilmente naturali. I derivati della pianta di Neem (prodotto NOZETA) sono prodotti utilizzabili anche su neonati e durante la gravidanza;
Ricordare di portare lo zampirone, ottimo repellente ambientale;
Utilizzare sul letto zanzariere possibilmente trattate con insetticidi, e condizionare leggermente gli ambienti, per allontanare gli insetti;
 
 
Protezione farmacologica (la chemioprofilassi)
I farmaci hanno una funzione preventiva ed aiutano l’organismo a superare gli attacchi del parassita; 
Negli individui sani il concetto che le medicine fanno male e “sono pesanti” soprattutto per un organo come il fegato, è una “contraddizione in terminis”. Una vera e propria leggenda metropolitana. Il fegato è l’organo adibito alla detossificazione e distruzione di qualsiasi sostanza e molecola estranea al nostro organismo. E’ il suo lavoro vero lavoro. E quindi i farmaci possono influenzare negativamente fegati in precedenza lesionati o malati. Cosa infrequente.
La vera situazione che fa male all’organismo è il contatto con il parassita malarico. L’entrata di questo microbo nel torrente circolatorio e poi all’interno del fegato crea lesioni ai tessuti. L’aggressione di questi animaletti unicellulari alle nostre cellule epatiche e poi, in un secondo momento ai globuli rossi è lesiva delle nostre cellule, con conseguenze anche a distanza. 
I farmaci attivi ed efficaci sono sempre meno. La resistenza del parassita malarico ad un numero sempre più alto di farmaci cresce in continuazione;
Nessun farmaco copre al 100% ma l’attenzione alle punture accompagnata dalla assunzione di un farmaco attivo e con poche controindicazioni è la chiave di volta per proteggersi;
 
 
Molti centri medici elencano e propongono una serie di medicine in profilassi che le autorità sanitarie internazionali (WHO) consigliano alle popolazioni che vivono nei Paesi dell’area Tropicale. Farmaci che in Europa non vengono utilizzati da decenni e non vengono commercializzati. Quindi cerchiamo di non confonderci con elenchi di farmaci inutili e inefficaci. 
Rimangono per la chemioprofilassi, a nostra disposizione, tre molecole che sono indicate come rimedi per la prevenzione dagli attacchi dei diversi Plasmodi, ma la cui efficacia si è modificata nel tempo e nei diversi territori per ciascuna di queste medicine. 
La Meflochina (Lariam), farmaco che dall’inizio degli anni ’80 è stato un cavallo di battaglia per la prevenzione e la cura dei diversi tipi di Malaria, dall’inizio degli anni 2000 ha diminuito costantemente la sua efficacia partendo dall’ Asia e dal Sud Est Asiatico. La resistenza dei parassiti si è poi estesa ai Paesi Africani e dell’America Latina. Sempre rischioso per cardiopatici e neuropatici, per soggiorni in altitudine o per chi si immerge in profondità. Utilizzato dagli anni ’90 nelle donne in gravidanza, con l’ottima caratteristica di 1 somministrazione a settimana, ai giorni d’oggi è diventato inefficace e di scarsa utilità preventiva e curativa. Questa resistenza dei parassiti è piuttosto diffusa. 
 
Atovaquone + Proguanile (Malarone): molto diffuso ed utilizzato soprattutto dai viaggiatori europei. Dall’inizio degli anni ’90 ha lentamente sostituito il Lariam, per le sue caratteristiche farmacologiche ma anche di maggiore efficacia sia in prevenzione che in terapia. Poi l’efficacia terapeutica è venuta meno ma è rimasto farmaco di riferimento per la profilassi farmacologica dai bambini sopra gli 11 kg. I tempi di somministrazione consigliati non hanno mai superato massimo i 2 mesi, con variazione tra le 4 settimane ed i 6 mesi. Ma con la diminuzione dell’efficacia in terapia, sostituita dai derivati dell’Artemisia Annua, anche la protezione preventiva si è ridotta. Senza considerare questa resistenza dei parassiti che si è diffusa molto nelle aree Subsaheliane, il farmaco viene ancora dato in modo diffuso a scopo preventivo. Il risultato è che molti rientrano manifestando sintomi di malaria, nonostante l’assunzione del farmaco. Da clinico posso confermare di aver visitato persone in copertura con Malarone, affette dalla malattia. Comunque la resistenza dei parassiti non si esprime in modo omogeneo ma è molto diffusa a zone e a territori. Frequente in Oriente ed in molti paesi Africani, ridotta nei paesi dell’America Latina e Centrale dove sono presenti i plasmodi.  Il farmaco è comunque controindicato nei bambini di peso inferiore agli 11 Kg, alle donne in gravidanza e durante l'allattamento. 
 
Doxiciclina 100 mg (Bassado): questo antibiotico della famiglia delle tetracicline, trova indicazione per il trattamento di molteplici infezioni sia cutanee che intestinali. Farmaco di elezione per la cura del “tifo esantematico” da puntura da zecca (Rickettsia) e di infezioni derivanti da molteplici infezioni batteriche trasmesse da zanzare o insetti (es. Borrelia) o malattie batteriche sistemiche e sessualmente trasmesse. Un compagno sicuro per il viaggiatore che con la sua compressa al giorno previene una serie di eventi molto negativi durante il viaggio, da diarree anche particolarmente aggressive, ad infezioni gravi da zecche, molto invalidanti e pericolose, da piccoli foruncoli o manifestazioni cutanee fastidiose, a molte forme di origine batterica. Accanto a queste caratteristiche oggi DOXICICLINA è considerata il miglior farmaco per la “chemioprofilassi anti malarica” maggiormente efficace in ogni parte del mondo. Qualcuno ritiene che la sensibilità del plasmodio al farmaco cambia nelle diverse regioni e paesi intertropicali. Grave errore di valutazione. L’efficacia e la sensibilità e la sicurezza di questo farmaco sono elevate ovunque. I buoni risultati mostrati da questa tetraciclina, uniti all’ampio spettro di azione su molte forme morbose che possono rovinare un soggiorno in aree difficili, fanno di questo farmaco una prima scelta per i viaggi effettuati per brevi o per periodi particolarmente lunghi.
Per evitare effetti avversi quali nausea o disturbi intestinali se ne consiglia l’assunzione durante un pasto, meglio durante la colazione. La fotosensibilizzazione (dermatiti da esposizione al sole) è un evento collaterale ponderale, ossia legato alla dose della tetraciclina somministrata. Questa somministrata a grammi di sostanza può sensibilizzare al sole; tale evento non è contemplato alla dose di 100 mg. Cioè a basse dosi gli effetti sulla pelle non si innescano. Si preferisce non somministrare in gravidanza, né a bambini di età inferiore ai 10 anni. Sui lunghi periodi può causare una riduzione di efficacia della pillola anticoncezionale. 
Il farmaco va assunto dall’arrivo nell’area a rischio, una volta al giorno, durante la colazione accompagnata da un bicchiere di acqua, durante il soggiorno e per una settimana dall’uscita dall’area a rischio, periodo sufficiente a coprire il periodo di latenza per la comparsa di forme attive. Il costo molto basso di ogni confezione, l’efficacia su molti fronti e la scarsità o assenza di effetti collaterali ne fanno ad oggi il farmaco più titolato all’uso preventivo. E’ sempre necessario valutare la sensibilità od allergia alla somministrazione per ciascun individuo.  

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