Malaria - Resoconto Conferenza di Durban sulla Malaria

22/10/2013 - La presenza di farmaci di incerta origine o addirittura avariati o falsificati rappresenta un grave problema in Africa. L'isola di Zanzibar, in Tanzania inoltre è un classico esempio di come enormi successi acquisiti nell’eliminazione della malaria possono arretrare di fronte alla diminuzione dei finanziamenti o al processo di adattamento evolutivo delle zanzare e/o del parassita, che determinano l’insorgere di resistenza agli insetticidi e/o ai farmaci.

Uno studio a Zanzibar presentato alla conferenza ha rilevato che lo screening e il trattamento a base di RDT e ACT non hanno ridotto la trasmissione a causa di una grande percentuale di infezioni che non sono state adeguatamente controllate. Si suggerisce che si debbano potenziare le tecniche basate sull’uso di diagnostiche molecolari utilizzabili direttamente sul campo, se una certa area geografica spera di liberarsi della malaria. Il Sud Africa invece, che mira a raggiungere il suo obiettivo di eliminare la malaria entro il 2018  ha visto diminuire i casi di malaria sul proprio territorio dell’89%, da 64.500 a 6.847 tra il 2000 e il 2012, mentre le morti per malaria sono scesi dell’85%, da 460 a 70, nello stesso periodo, secondo un rapporto di Roll Back Malaria rilasciato durante la conferenza.

Hilary Ranson ha avvertito nel corso della conferenza che si sta manifestando una crescente resistenza ai piretroidi. L’epidemiologa Lucille Blumberg vice direttore dell’Istituto Nazionale delle malattie trasmissibili, ha detto che il Sudafrica ha fatto progressi nel controllo della malaria negli ultimi 70 anni lavorando a stretto contatto con gli Stati limitrofi colpiti, e monitorando attentamente la comparsa di resistenza ai farmaci, "ma i prossimi 4 anni saranno i più difficili", ha detto.

Il Programma di sorveglianza della malaria intensivo del Sud Africa include un sito web che viene costantemente aggiornato ed è dotato di un sistema di avviso di eventuali infezioni e di un programma di mappatura automatizzato che può rappresentare la presenza di  casi di malaria fino al livello locale.

La GlaxoSmithKline ha annunciato di voler richiedere l'approvazione alla commercializzazione per il primo vaccino contro la malaria del mondo l'anno prossimo, RTS,S, dopo che la fase 3 dello studio ha mostrato che il vaccino ha ridotto significativamente i casi di malattia in una popolazione di bambini africani. Tale annuncio però è stato accolto con prudenza dai delegati. Il vaccino RTS,S è il candidato vaccino più avanzato clinicamente fino ad oggi. Si considera che ha  quasi dimezzato il numero dei casi di malaria in un campione di bambini tra i 5 mesi e i 17 mesi di età, ed ha ridotto il numero di casi nei bambini tra 6 settimane e 12 settimane di un quarto, fino a 18 mesi dopo la vaccinazione. Tuttavia, gli effetti protettivi del vaccino diminuiscono nel tempo, suggerendo la necessità di dosi multiple.

Nick White della Mahidol University in Thailandia ha detto a The Lancet che, anche se il vaccino è "promettente", non è la fine della "lunga e dolorosa lotta per sviluppare un vaccino contro la malaria". E’ ancora presto per definirne l’utilità e quindi la decisione sulla distribuzione sarà eventualmente presa dall’ OMS-WHO e da altre importanti istituzioni non prima del 2015.  Alla fine, sarà una faccenda di rapporto "costo-efficacia". White ha detto che gli strumenti vigenti, cioè i farmaci ovvero gli ACT e le zanzariere trattate con insetticida sono attualmente le due principali armi usate nella battaglia contro la malaria. "Il vaccino non rientra in questo genere di lotta, ma se i farmaci e le zanzariere cominciano a fallire allora noi potremmo avere bisogno di altre armi”.

Scienziati sudafricani hanno annunciato nel frattempo che stanno cercando l'approvazione per cominciare gli studi di fase 1 nel prossimo anno di una promettente nuova generazione di farmaci, la prima del suo genere ad essere sviluppata in Africa. Il composto antimalarico è attualmente denominato MMV390048, ed ha passato un anno di sviluppo preclinico, dopo la scoperta nel 2012 da parte di un team di ricercatori del Drug and Development Centre presso l'Università di Città del Capo. La Responsabile del team Kelly Chibale ha detto a The Lancet che "la molecola colpisce il parassita nelle diverse fasi del suo sviluppo e riesce anche a bloccare la trasmissione del parassita da persona a persona”. Si spera che finisca per avere un impatto sull’eradicazione della malattia. In precedenza era stato annunciato che un partenariato internazionale ha individuato più di otto nuovi composti che potrebbero tornare ad eliminare le zanzare diventate insetticida-resistenti. L'innovativo Vector Control Consortium ha detto che avrebbe scelto tre fra questi da trasferire rapidamente sul mercato nel timore di un prossimo aumento della resistenza.

In una conferenza plenaria, Hilary Ranson della Liverpool School of Tropical Medicine ha osservato che le zanzariere impregnate con insetticidi a lunga durata (LLIN) e a nebulizzazione residuale per interni (IRS) per il controllo vettoriale in Africa si affidano ad un numero molto limitato di classi di insetticidi ". Ha detto che tutti i programmi che utilizzano LLINs e molti IRS usano piretroidi e che la resistenza a questi è ora ampiamente diffusa in tutta l'Africa. Se non si fosse manifestata alcuna resistenza contro l'attuale gamma di insetticidi, i morti per malaria in Africa sarebbero scesi a 385 000 l'anno.

Il capo del progetto OMS-WHO, Roll Back Malaria, la Dottoressa Nafo-Traore ha detto che la salute globale è in una fase di transizione, mentre il mondo si muove verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) del 2015. Rimangono infatti incompiuti gli obbiettivi di eradicazione della Tb, dell’AIDS, della malaria e della salute materna e del bambino. "Il controllo della malaria è un fattore determinante della crescita economica e dello sviluppo sostenibile ed è importante nella lotta contro la povertà. Dovrebbe essere affrontato come parte degli SDGs”.

Fonte

http://www.thelancet.com

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