La nanotecnologia: un aiuto alla lotta contro la malaria?

Nanotecnologie nella lotta contro la malaria

Un nuovo dispositivo, grande quanto uno smartphone, e capace non solo di identificare la presenza del parassita malarico, ma anche di distinguerne la specie, potrebbe ricoprire un ruolo molto importante nello sforzo compiuto per debellare la malaria, là dove ancora è la prima causa di morte.

Si tratta di un dispositivo ancora allo stadio di prototipo, la cui principale novità è che sarà in grado anche di stabilire se il parassita presente nel campione esaminato è resistente ai farmaci utilizzati per la terapia della malaria, grazie all'analisi del Dna del plasmodio e alla eventuale presenza di mutazioni che causano proprio la resistenza ai farmaci.

Sarà questo l'aspetto più interessante del nuovo dispositivo, studiato e realizzato da ricercatori dell'Università St. George, di Londra. E' notizia recente, infatti, che nel sud est asiatico si sta estendendo la resistenza anche all'Artemisinina, farmaco di ultima generazione, raccomandato per la terapia combinata, e sulla quale si riponevano molte speranze per arginare il flagello della malaria.

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