Influenza in Italia

10 gennaio 2013 - Ci siamo. Quest'anno la consueta epidemia influenzale stagionale sta arrivando anche da noi e anzi nel mondo si sta manifestando piuttosto precocemente e secondo gli esperti a livello mondiale ci sono gli elementi perchè possa colpire in forma più grave del solito e un numero di persone più grande.

Particolare attenzione ad evitarla dovrà essere posta da tutti i soggetti che fanno parte delle cosiddette categorie a rischio, per i quali la vaccinazione è fortemente raccomandata: anziani (>65); immunodepressi e persone affette da HIV; pazienti affetti da malattie cardiovascolari e respiratorie croniche; pazienti affetti da insufficienza renale cronica;  diabete mellito; malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento; pazienti per i quali sono programmati interventi chirurgici; pazienti affetti da patologie neuromuscolari; bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza;  individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti; medici e personale sanitario di assistenza; familiari e contatti di soggetti ad alto rischio; soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori; personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani; lavoratori a contatto con specie animali, che sono serbatoi naturali dei virus influenzali o che si ammalano a causa di questi, allevatori, addetti all’attività di allevamento, addetti al trasporto di animali vivi, macellatori e vaccinatori, veterinari pubblici e libero-professionisti.

In alcuni Paesi l'epidemia influenzale si sta già presentando: in America settentrionale, in Europa segue una diffusione da occidente verso oriente.

Sembra che la risposta, a livello di ciascun Paese e a livello globale, sia piuttosto pronta e che ci sia un'ottima e concorde intesa ad evitare le conseguenze di questa epidemia. Milioni di persone si sono già vaccinate e sarà interessante verificare se questa misura sarà in grado di limitare la diffusione dell'epidemia e di ridurne gli effetti più temibili. Una valutazione obiettiva sarà possibile ovviamente solo dopo la fine dell'attuale episodio epidemico. In Italia abbiamo ancora  due settimane di tempo per vaccinarci, prima  di ritrovarsi in pieno periodo epidemico. Le regioni peninsulari e meridionali dovrebbero essere favorite da una dilazione temporale nel manifestarsi dell'evento epidemico, rispetto a quelle settentrionali.

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