Emergenza monsoni in Nepal

18 Giugno 2015  - Dopo il tragico terremoto che in due importanti repliche ha distrutto buona parte del Nepal, un altro nemico è alle porte: l'arrivo dei monsoni. Un gruppo di esperti di malattie infettive da diverse parti del mondo ha dichiarato che, durante la stagione dei monsoni, la popolazione superstite correrà un rischio molto alto di un focolaio di epatite E, il quale potrebbe essere particolarmente letale per le donne in gravidanza. Il documento, pubblicato su Lancet  il 16 giugno, afferma come il terremoto di fine aprile, che ha ucciso 8.800 persone e causato più di 23.000 feriti, abbia creato terreno fertile per lo scoppio di un'epidemia di epatite E. I ricercatori affermano che il virus dell'epatite E, che ha una trasmissione fecale-orale, potrebbe causare la morte di circa 500 donne in gravidanza nei prossimi mesi. L'accesso limitato all'acqua potabile, la mancanza dei servizi igienici, l'affollamento delle strutture sanitarie ed i monsoni in arrivo sono importanti fattori di rischio da non sottovalutare.  L'incidenza dell'infezione su scala mondiale è di 20 milioni di  casi ogni anno. Il virus può causare malattie del fegato, ma nella maggior parte dei casi l'infezione si risolve con poche complicanze a lungo termine. Tuttavia le donne incinte che contraggono il virus  hanno un tasso di mortalità del 25%. E' disponibile un vaccino sicuro ed efficace, sperimentato dai ricercatori cinesi, che attualmente è concesso in licenza solo in Cina.  L'immunogenicità del vaccino è stata stabilita da studi sperimentali doppio cieco, ma il blocco nell'estensione dell'utilizzo ad altri Paesi consiste nel fatto che il vaccino potrebbe assicurare una buona copertura solo per il genotipo 4 del virus, il ceppo più rappresentato in Cina. L'OMS non ha raccomandato l'uso di routine, perché vi è la necessità di dati di sicurezza ed efficacia supplementari, in particolare nelle donne in gravidanza. Ciò malgrado, l'uso del vaccino potrebbe essere considerato in situazioni drammatiche come quella del Nepal. I ricercatori hanno stimato che più di 400 donne gravide potrebbero essere salvate se il vaccino fosse utilizzato durante la stagione dei monsoni, che va da luglio a settembre. I ricercatori esortano: le autorità sanitarie nepalesi, a lavorare attivamente per identificare i casi di malattia nelle donne in gravidanza;  il Ministero della Salute nepalese, ad avviare una richiesta per il vaccino e sviluppare strategie di distribuzione mirate al suo utilizzo, mediante l'identificazione di popolazioni ad alto rischio.

FONTE: InfectionControlToday

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