Artemisinina a basso costo e illimitata ?

17 Aprile 2013 - L'artemisinina costa ancora troppo? La fotossidazione invece permetterà di ottenere nuovi prodotti antimalarici a costo ridotto.

Questa è la notizia che proviene dagli Stabilimenti Sanofi di Garessio in provincia di Cuneo. La multinazionale francese è riuscita, grazie al lavoro ed alla straordinaria competenza e bravura dei tecnici e delle maestranze italiane, a produrre artemisinina in forma semisintetica.  La fotossidazione è il processo che consente di accelerare il processo industriale di sintesi dell'artemisinina a partire dall'acido artemisinico. Le conseguenze di questa scoperta saranno la possibilità di produrre grandi quantità di questa sostanza e di poterla venderla a prezzi contenuti.

La malaria, che viene attualmente curata con l'artemisinina, in genere sotto forma di combinazioni farmacologiche, come è noto è presente in Paesi a basso reddito individuale. Pertanto la possibilità di abbassare il prezzo dei farmaci impiegati nella terapia aggiunge un'arma in più contro questo temibile flagello, perché renderà anche nei Paesi più poveri la medicina prodotta più a portata di portafoglio. Negli ultimi anni le notizie relative al diffondersi della resistenza ai farmaci antimalarici più efficaci, compresi la meflochina e la stessa artemisinina, hanno suggerito la scelta obbligata di usare i farmaci in combinazione. Infatti in tal modo si ritiene, a ragione, di poter sovvertire la tendenza dei Plasmodi di sviluppare resistenza alle sostanze introdotte dall'uomo in terapia. In genere si usa il farmaco ad attività più veloce, cioè l'artemisinina o altri derivati, associato nella stessa medicina ad un altro farmaco, in genere una 4-aminochinolina, la meflochina stessa, oppure la lumefantrina, o la piperachina, come nel caso dell'eurartesim, con un'azione meno immediata, ma più durevole nel tempo.

L'artemisinina ha il compito di ridurre la popolazione di Plasmodi il più velocemente possibile, diminuendo esponenzialmente le probabilità che fra i parassiti superstiti si trovi una popolazione genticamente resistente. Così il secondo farmaco ha la possibilità di agire senza trovare o sviluppare resistenze ulteriori. I prodotti che si basano su questa associazione si definiscono con la sigla ACT (Artemisinin Combined Therapy).

Nel caso della Sanofi il prodotto si dovrebbe chiamare Asaq (Artemisinin + Amodiaquine). La posologia annunciata dovrebbe essere una compressa al giorno per tre giorni nei piccoli e due al giorno per tre giorni per gli adulti.

Tale risultato è stato raggiunto anche grazie al generoso aiuto finanziario elargito dalla Fondazione Bill e Melinda Gates, nel quadro dei programmi di ricerca sulle tre malattie che gli Organismi Internazionali, come l'OMS-WHO, si augurano di debellare nel giro di pochi anni: la tubercolosi, l'AIDS e la malaria appunto.

Fonte

http://www.quotidianosanita.it

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