|
Descrizione:
la
malaria è una malattia infettiva, causata da un parassita del
sangue, il Plasmodio e trasmessa da una zanzara del genere
Anopheles. Riveste grande importanza sia epidemiologica che
clinica in quanto la malattia è ancora ampiamente presente nei
territori tropicali ed equatoriali, ma la si trova a focolai anche
in alcune zone temperate. La malaria provoca ancora oggi un
elevatissimo numero di infezioni con alta mortalità soprattutto
in età pediatrica.
L’aumento
dei viaggi internazionali negli ultimi decenni, e la presenza di
flussi migratori dai paesi dove la malattia è endemica hanno
prodotto un aumento dei casi di malaria nei paesi dove la malattia
non è trasmessa, per mancanza della zanzara vettrice.
I
casi in Europa sono tutti di importazione, cioè il contagio è
avvenuto nei paesi dove è presente la malattia e non si trasmette
da persona a persona nel nostro continente. Raramente si è
verificato qualche caso autoctono, cioè la malattia si è
manifestata in persone che non avevano viaggiato in territori
endemici. Questi casi si erano manifestati dopo puntura di zanzare
che erano state trasportate da aeroplani (malaria degli
aeroporti). Occorre considerare la possibilità di contagio da
zanzara importata attraverso i mezzi di trasporto quali navi ed
aerei. Il trattamento della malaria ed il suo controllo è
diventato più difficoltoso da quando la resistenza ai farmaci da
parte dei parassiti si è diffusa a macchia d’olio in molte
regioni dell’area tropicale. Resistenza insorta anche agli
insetticidi da parte degli insetti vettori.
Agente
infettivo:
è un parassita, monocellulare, del genere Plasmodio, che, una
volta immesso nel torrente circolatorio, dopo una puntura di una
zanzara, infetta inizialmente le cellule del fegato (ciclo
esoeritrocitario), quindi i globuli rossi (ciclo eritrocitario).
Ci
sono 4 specie principali di Plasmodio che possono infettare
l’uomo:
P.
falciparum:
è endemico in Africa tropicale, minore prevalenza in Asia ed
America Latina;
P.
vivax:
si ritrova ovunque nelle zone tropicali; in Africa è presente a
focolai nel territorio, a macchia di leopardo; è invece endemico
in america Latina ed in Asia; è presente anche in alcune zone
temperate.
P.
ovale:
è presente principalmente in Africa occidentale tra i due
tropici.
P.
malariae:
è ubiquitario, a bassa prevalenza, ma con una distribuzione non
uniforme sul territorio.
Perché
la zanzara vettrice si possa riprodurre e sopravvivere
nell’ambiente, la temperatura non deve scendere sotto i 18° C.
La
trasmissione del parassita, attraverso la puntura della zanzara,
può avvenire durante tutto il periodo dell’anno nelle regioni
in cui la temperatura è costantemente sopra i 24° C.
In regioni con temperature più basse la trasmissione tende a
seguire ritmi stagionali. La zanzara anopheles femmina,
l’unica a poter trasmettere la malaria vive da tre a sei
settimane e si sposta nel raggio di 1 o 2 chilometri.
Ciclo
vitale:
Il ciclo vitale del parassita avviene tra due ospiti: la zanzara anopheles
e l’uomo.
1) La
zanzara femmina del tipo Anopheles è l’insetto implicato
nella trasmissione della malattia. Questa si infetta succhiando
sangue da un uomo infetto. Quindi punge un nuovo individuo per
nutrirsi del suo sangue ed inocula lo sporozoita, forma del
plasmodio, nel torrente circolatorio dell’uomo.
2) Gli
sporozoiti infestanti, vengono sequestrati dalle cellule del
fegato, ed entro un’ora si ritrovano tutti all’interno
degli epatociti.
3) All’interno
delle cellule epatiche maturano fino a trasformarsi in
schizonte
4) Gli
epatociti, infettati e riempiti dalla formazione parassitaria, si
rompono, rilasciando i merozoiti nel torrente circolario,
attraverso il sistema capillare intraepatico (n.b. : il P.
vivax ed P. ovale, accanto a questo sistema di
formazione di schizonti, possono presentare delle forme che non si
ingrandiscono e che rimangono allo stadio dormiente. Queste forme
si chiamano “ipnozoite”, e provocano delle recidive della
malattia invadendo il circolo sanguigno dopo mesi o anche anni più
tardi).
5) Dopo
l’iniziale moltiplicazione nel fegato, fase eso-eritrocita o
schizogonia, il parassita comincia una moltiplicazione asessuata
nel globulo rosso, schizogonia eritrocitaria. Dopo
che i merozoiti hanno infettato i globuli rossi
6) i
trofozoiti, le forme intraeritrocitarie, maturano in 2 o 3 giorni
in schizonti che portano alla rottura del globulo rosso e si
dividono nel torrente circolatorio in una moltitudine di merozoiti.
7) I
merozoiti colonizzano altri globuli rossi, maturano in trofozoiti,
e riattivano un nuovo ciclo di maturazione. Questo meccanismo è
la causa dell’aumento dei parassiti nel sangue e delle gravi
anemie emolitiche provocate dalla malattia.
8) Alcune
forme parassitarie si differenziano nel torrente circolatorio e
prendono la strada dello stadio sessuato (gametociti).
9) I
gametociti, maschio (microgametocita) e femmina (macrogametocita),
vengono ingeriti dalla zanzara femmina durante la puntura, ed
infettano l’insetto.
C) La moltiplicazione del parassita nella zanzara è conosciuta
come ciclo dello sporogonio.
10) Nello
stomaco della zanzara avviene la fecondazione del macrogametocita
(femmina) da parte del microgametocita (maschio) che generano lo
“zigote”.
11) A
questo punto lo zigote diventa mobile, si allunga e invade la
parete intestinale della zanzara dove si differenzia in oociste,
12) che
cresce e si sviluppa rilasciando gli sporozoiti. A questo punto
gli sporozoiti migrano fino alle ghiandole salivari della zanzara.
L’insetto, pungendo un individuo, inocula il
parassita facendo ricominciare il ciclo.
Distribuzione:
la malaria è presente in oltre 100 paesi del mondo, ma
prevalentemente è confinata alle aree tropicali più povere
dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina. Più del 90%
dei casi e la grande maggioranza dei decessi si verificano
nell’Africa tropicale ed equatoriale. Il Plasmodium falciparum
è il principale tipo di malaria ed è la causa dei decessi
provocati dalla malattia. (v.
cartografia)
Porta
d’ingresso: è
la cute, mediante la puntura della zanzara. La zanzara
inietta gli sporozoiti direttamente nel sangue del microcircolo
presente nel derma.

ciclo
vitale (da
www.dpd.cdc.gov/HTML/malaria)
Trasmissione:
avviene mediante puntura di zanzare femmine infette del genere
Anopheles, le quali, succhiando il sangue infetto ed
iniettando sangue infetto, trasferiscono l’infezione da uomo a
uomo.
Il
maschio della zanzara non punge.
Una
volta iniettato in un uomo sano, il parassita comincia a
moltiplicarsi esponenzialmente nel fegato e quindi, dopo 7 – 10
giorni, mediamente, si moltiplica nei globuli rossi. Le zanzare si
infettano ingerendo il parassita, attraverso il pasto ematico
infetto. Una volta dentro l’insetto, il parassita comincia
un altro ciclo vitale: la fase riproduttiva che precede la
trasmissione ad un altro individuo sano.
Incubazione:
si differenzia tra i diversi tipi di plasmodio. Il periodo di
incubazione è mediamente di 7-14 giorni per l’infezione da P.
falciparum, 8-14 per P. vivax e P. ovale, e
di 7-30 giorni per P. malariae. Per alcuni ceppi di P.
vivax l’incubazione si può protrarre per 8-10 mesi ed
oltre; tale periodo può essere ancora più lungo per P. ovale.
Sintomi:
inizialmente i sintomi della malaria si presentano talvolta con
caratteristica simil influenzale tra gli 8 ed i 30 giorni dopo
l’infezione. La sintomatologia si manifesta quasi sempre con
febbre fasica (con o senza altri sintomi quali mal di testa,
dolori muscolari e debolezza, vomito, diarrea, tosse).
Possono svilupparsi la tipica febbre ciclica, i tremori e la
copiosa sudorazione. La periodicità di questi sintomi dipende
dalla specie del parassita e coincide con la rottura dei globuli
rossi (RBC) determinata dai trofozoiti interni. La distruzione dei
globuli rossi provoca anemia.
La
malaria non sempre si presenta con le tipiche febbri cicliche, ma
è quasi costante la cefalea nucale, i brividi, e l’alternanza
del caldo e del freddo, con un malessere ingravescente. Le
infezioni da P. falciparum non trattate o trattate in
modo inadeguato possono provocare insufficienza renale, edema
polmonare, ipertensione endocranica con coma e giungere all’exitus.
La
morte è provocata dall’impilamento delle cellule parassitate
nel microcircolo di diversi organi vitali, in particolare nella
circolazione cerebrale (malaria cerebrale), danneggiandoli.
Nelle
aree endemiche, i ripetuti contagi, a cui una persona è soggetta,
sviluppano un livello elevato di anticorpi, che permette una
resistenza alle infezioni. Nella maggior parte dei casi di
infezione questi soggetti sono asintomatici pur portando
nelle proprie cellule il parassita (portatori sani
dell’infezione). I soggetti non immuni, in zona endemica,
possono ammalare molto più facilmente di un soggetto considerato
immune, e possono avere forme di malattie più gravi.
Controllo
e prevenzione:
-
La protezione dalla puntura degli insetti è la prima precauzione
da prendere per prevenire la malaria.
- Questo
si può attuare mediante una serie di abitudini
comportamentali (alla sera e al mattino indossare indumenti
ampi che giungano a coprire polsi e caviglie; in certe zone
adottare l'impiego di zanzariere che avvolgono il letto
durante la notte, meglio se impregnate di insetticida) o
mediante l'uso di presidi chimici (repellenti ad uso cutaneo
ad esempio a base di DEET, uso di spirali zanzarifughe al
piretro, uso di altri piretroidi di sintesi e mediante
fornelletti elettrici).
- La
profilassi farmacologica è un mezzo importante per
evitare il rischio di contrarre la malattia; il parassita,
inoculato dall'insetto vettore, viene ucciso dal farmaco prima
di poter esercitare i suoi nefasti effetti sul malcapitato
individuo.
· Perché
possa essere prescritta la profilassi farmacologica più idonea
per ogni singolo viaggiatore, è consigliato rivolgersi ad un
Centro specializzato in malattie Tropicali o comunque ad un medico
esperto nelle stesse. La profilassi farmacologica è strettamente
individuale e può variare non solo da persona a persona, ma anche
a seconda del Paese visitato, dalla durata della permanenza del
viaggiatore nello stesso, nonché dal periodo dell'anno in cui
viene effettuato il soggiorno.
· Protezione
meccanica:
La prima difesa
da attivare per evitare il rischio malarico consiste nell'evitare
le punture delle zanzare. La zanzara femmina di Anopheles,
vettore del parassita malarico, usa stimoli termici ed olfattori,
ma anche visivi, per localizzare l'ospite da pungere per
realizzare il suo pasto a base di sangue. In particolare viene
attratta da concentrazioni di anidride carbonica. I colori scuri
attirano l'insetto in questione che usa pungere al tramonto e
durante le prime ore della notte.
· Alcuni
profumi o fragranze naturali possono attirare le zanzare ed
indurle alla puntura.
-
All'interno di abitazioni:
· la
protezione delle finestre con retine trattate con insetticidi e
l'utilizzo di zanzariere impregnate con insetticidi sopra i letti
può conferire una buona protezione;
· l'impiego
di aria condizionata diminuisce notevolmente il rischio di punture
di insetti.
-
In ambiente esterno :
· utilizzare
abiti che coprano bene, preferibilmente camicie con maniche lunghe
e pantaloni lunghi, in particolare dal tramonto alla sera;
· consigliabile
passare repellenti o insetticidi sui vestiti per diminuire
ulteriormente il rischio di puntura.
· I
repellenti sono sostanze chimiche che allontanano l'insetto.
-
I repellenti:
· La
maggior parte dei repellenti contiene DEET (N,N-diethyl-methyl-toluomide)
sostanza molto attiva in uso da oltre 40 anni.
· Altri
repellenti sintetici sono attivi per circa 3-4 ore e vanno
applicati periodicamente (ogni 3 ore circa) durante esposizione a
rischio.
· I
repellenti non devono essere inalati o ingeriti e sono pericolosi
su pelli irritate o sugli occhi.
· Vanno
usati con prudenza nei bambini e mai applicati sulle loro mani
perché facili strumenti di contaminazione degli occhi e della
bocca.
· L'acqua
può facilmente togliere dalla pelle i diversi tipi di repellenti.
· Il
repellente va applicato su tutta la parte del corpo scoperta: è
provato che le zanzare possano pungere a meno di un centimetro da
una zona coperta.
-
Si sconsiglia l'uso di repellenti :
· nei
bambini inferiori ad un anno di età;
· ai
residenti per lunghi periodi (tossicità da accumulo);
· alle
donne in gravidanza.
-
Gli insetticidi:
· sono
sostanze chimiche che attaccano il sistema nervoso dell'insetto e
lo uccidono.
· Insetticidi
sintetici
a base di piretroidi (permetrina, deltametrina ed altre).
· Insetticidi
naturali a
base di piretro (ottenuti dai fiori Crisantenum cineraricefolium).
· Il
piretro agisce sia come insetticida che come repellente.
· Permetrina
e deltametrina contenuti in molti insetticidi sono prodotti
considerati poco tossici per i soggetti adulti e quindi possono
essere utilizzati negli ambienti chiusi anche in presenza di
bambini piccoli al di sotto dei due anni di età.
· L'utilizzo
degli insetticidi sui vestiti e sulle zanzariere mantiene la loro
efficacia per circa 2-3 mesi . Per gli adulti non è considerato
tossico.
La
malaria e donne in gravidanza: La malaria in una donna in
gravidanza aumenta il rischio di morte della madre, il rischio di
aborto e di parto di feto morto o aumenta l’incidenza di
morte neonatale.
Non andare in zone malariche a meno che non sia assolutamente
necessario.
L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia alle donne
in gravidanza di non andare in vacanza in aree in cui ci sia
trasmissione di P. falciparum clorochino-resistente.
CONSIGLI
in GRAVIDANZA:
- essere
molto diligenti nell'uso di misure di protezione contro le
punture di zanzare;
- utilizzare
per profilassi la clorochina e il proguanil;
- nelle
aree con clorochino-resistenza del P. falciparum si
deve usare l'associazione clorochina-proguanil nel primo
trimestre di gravidanza; la meflochina può essere utilizzata
solamente dal 4° mese di gravidanza in avanti;
- non
usare la Doxiciclina per profilassi;
- cercare
immediatamente assistenza medica se si sospetta la malaria e
fare l'autotrattamento di emergenza (famaco di scelta è il
chinino) solo se non è possibile trovare immediatamente un
medico. Si deve ricorrere ad un medico comunque dopo l'autotrattamento.
La
malaria e i bambini:
I bambini sono considerati soggetti a rischio poiché
possono sviluppare forme perniciose che conducono all’exitus in
tempi brevi.
- non
portare i neonati ed i bambini piccoli in aree malariche a
meno che non sia assolutamente necessario;
- proteggere
i bambini dalle punture di zanzare; sono disponibili
zanzariere per culle e lettini: tenere i bambini piccoli sotto
la protezione di zanzariere nel periodo che va dall'alba al
tramonto;
- dare
la profilassi antimalarica ai bambini ancora allattati al seno
e a quelli che sono allattati al biberon poiché essi non sono
protetti dalla profilassi che la madre ha eventualmente fatto
prima;
- la
clorochina ed il proguanil possono essere somministrati con
sicurezza ai neonati ed ai bambini piccoli. Per la
somministrazione i farmaci possono essere indorati con
marmellata, banane ed altri cibi;
- non
dare sulfadossina-pirimetamina o sulfalene-pirimetamina a
neonati sotto i tre mesi d'età;
- non
dare doxiciclina per chemioprofilassi ai bambini sotto gli 8
anni d'età;
- tenere
tutti i farmaci antimalarici al di fuori della portata dei
bambini rinchiusi in contenitori che non possono essere aperti
dai bambini stessi. La clorochina è particolarmente tossica
per i bambini se si eccede la dose raccomandata;
- consultare
immediatamente un medico se un bambino sviluppa una malattia
febbrile. I sintomi di malaria nei bambini possono non essere
tipici cosicché la malaria deve essere sempre sospettata. Nei
bambini di età inferiore ai tre mesi la malaria deve essere
sospettata perfino in caso di malattia non febbrile;
- la
febbre in un bambino di ritorno da un viaggio in area malarica
dovrebbe essere considerata sintomo di malaria almeno che non
sia provato il contrario;
- in
caso di autotrattamento il chinino può essere somministrato
senza limiti di peso o di età. La meflochina può essere
utilizzata al di sopra dei 15 Kg di peso.
- L'OSM
sconsiglia di portare in vacanza neonati e bambini piccoli in
aree malariche, in particolare dove vi sia trasmissione di P.
falciparum clorochino-resistente
Trattamento:
per la profilassi, i farmaci maggiormente utilizzati sono la
clorochina (in aree di non resistenza), la clorochina + il
proguanil, o la meflochina, la doxaciclina, o la
sulfadoxina-pirimetamina in aree dove è stata trovata la
resistenza del parassita alla clorochina.
Nelle
aree endemiche, il controllo della malaria si basa su una rapida
diagnosi e un rapido trattamento dell’individuo infettato
basandosi sui sintomi clinici e su una diagnosi
microscopica, se possibile.
Deve
ovviamente essere utilizzato il farmaco attivo contro il parassita
locale e in più la scelta verrà ad essere influenzata anche
dalla resistenza presente sul territorio. Malaria cerebrale o di
tipo severo è mortale se non viene curata e richiede
l’immediata ospedalizzazione e cura mediante chinino idroclorico
somministrato per via endovenosa.
Diagnosi:
può
essere fatta seguendo diversi tipi di approccio.
Mediante:
MICROSCOPIA
-
Esame
striscio e goccia spessa, colorazione Giemsa
-
“Quantitative
buffy coat method (QBCTM, Becton-Dickinson)”.
ESAMI
IMMUNOLOGICI
- IFI
test (immunofluorescenza indiretta)
- altri
test si basano sulla cattura della proteina II (PfHRP-II)
STUDIO
ATTIVITA’ ENZIMATICHE O ANTIGENICHE ASSOCIATE AL PARASSITA
- Determinazione
dell’antigene (histidine rich protein-2, HRP-2) associato con il
parassita della malaria (P. falciparum e P. vivax).
- Determinazione
dell’enzima lattato deidrogenasi del Plasmodio (pLDH) sia
medianta la sua attività enzimatica che mediante immunoassay.
TECNICHE
BIOLOGIA MOLECOLARE
- PCR
Cenni
storici sulla eradicazione della malaria
Saperne
di più:
la malaria è un problema che coinvolge oltre 100 paesi nel mondo,
nei quali abitano circa 3 miliardi di persone e che rappresentano
circa il 50% della popolazione mondiale.
Le
ultime stime dicono che annualmente ci sono 1,5 milioni di morti e
300-500 milioni di casi.
E’
stata stimata la perdita economica annuale, nei paesi dove è
endemica la malaria, in circa l’ 1,3 % del pil.
La
malaria è clinicamente una malattia di difficile interpretazione
in quanto si manifesta in molti modo diversi. Il malessere
è però tipico e viene descritto molto bene da chi è stato
infettato dal parassita. Il malessere profondo, la sensazione di
brividi e di freddo, una cefalea pesante, è tipica. Chi ha
sofferto di malaria, sa riconoscere bene i tipici sintomi.
Come
già detto oltre il 90% dei casi si verificano nell’Africa
Subsahariana e quasi tutti i casi di decesso sono dovuti al Plasmodium
falciparum. Questi si verificano prevalentemente in
Africa. La maggior parte degli altri casi di infezione si
verificano nel sud-est asiatico, in Oceania e in America Latina.
Il
P. Vivax può causare fino a 80 milioni di casi l’anno.
Di questi circa il 15% si verificano in Africa e l’85 % nelle
restanti zone endemiche.
L’infezione
malarica si manifesta differentemente in base all’età e al
sesso delle persone. Molti casi di malaria si manifestano in
bambini africani sotto i 5 anni di età. Gli adulti, esposti da
anni alle infezioni ripetute, hanno sviluppato un buon grado di
immunità, e quindi resistono agli attacchi gravi della malattia.
La popolazione anche adulta dei paesi esenti dalla malattia, è
esposta al rischio dell’infezione ed alle forme perniciose. La
fascia di adulti maggiormente colpita e sensibile alla malattia,
anche nelle zone endemiche è quella costituita dalle donne
gravide, specialmente quelle nei primi tre mesi. In questi mesi
l’infezione può portare ad effetti negativi sulla salute del
feto.
La
attuale strategia di controllo:
la strategia di Roll Back Malaria (RBM) si concentra sui
seguenti punti:
- Rapida
diagnosi e trattamento della malaria con farmaci efficaci;
- Prevenzione
della malaria mediante l’utilizzo di insetticidi e la bonifica
di terreni;
- Prevenzione
della malaria per le donne in gravidanza mediante un trattamento
farmacologico intermittente, l’utilizzo di farmaci quali la
clorochina e il proguanil che non sono pericolosi per il feto, e
l’utilizzo ovviamente di protezioni meccaniche (zanzariere etc.)
- Continua
sorveglianza dell’insorgere di epidemie per realizzare una
rapida risposta
- Programmi
di educazione
|