Le
diverse specie sono morfologicamente indistinguibili, ma possono
essere distinte mediante analisi con isoenzimi, metodi molecolari
e con anticorpi monoclonali.
Ciclo
vitale: la
Leishmania viene trasmessa dal morso della femmina della mosca del
deserto (Glossima). 1) La mosca in questo modo inietta i
promastigoti nel circolo sanguigno dell’ospite durante il suo
pasto. 2) I promastigoti che si trovano sulla ferita provocata
dalla mosca, vengono fagocitati dai macrofagi e 3) trasformati in
amastigoti. 4) a differenza della specie della Leishmania con la
quale l’ospite viene infettato, gli amastigoti si moltiplicano e
infettano tessuti differenti. E’ a questo punto che si ha la
manifestazione della Leishmaniosi. 5) 6) La mosca si infetta
durante il pasto ingerendo macrofagi infetti da amastigoti. 7)
Negli organi interni della mosca, il parassita si differenzia in
promastigote, 8) che si moltiplica e migra alla proboscide della
mosca. In questo modo, la mosca, pungendo un individuo lo infetta.

Distribuzione:
la
Leishmaniosi è endemica in 88 paesi. Più del 90% dei casi di
Leishmaniosi cutanea avvengono in Iran, Afghanistan, Siria, Arabia
Saudita, Brasile e Perù. Più del 90% della forma viscerale
invece la si trova in Bangladesh, Brasile, India e Sudan.
Porta
d’ingresso: attraverso
la cute, per puntura della mosca.
Trasmissione:
l’uomo viene infettato a causa del morso del Flebotomo, la mosca
del deserto (che fa parte della sottofamiglia delle phlebotominae).
Queste mosche sono molto piccole, colorate e si nutrono di sangue.
Vivono per lo più nella foresta, in grotte o negli anfratti delle
rocce. Sia animali selvaggi che l’uomo possono fungere da
vettori dell’infezione.
La
maggior parte delle Leishmaniosi sono originalmente infezioni di
piccoli mammiferi (fungono da “ospiti serbatoio”) e giocano un
ruolo fondamentale nella epidemiologia dell’infezione. Nelle
Americhe la leishmaniosi è principalmente trasmessa dalla mosca
del genere Lutzomyia, nel resto del mondo
invece dal genere Phlebotomus. Le mosche si infettano
nutrendosi di sangue da “ospiti serbatoio” o da persone
infette.
Sintomi:
le 20 specie o più del parassita, provocano diversi tipi di
sintomi, alcuni dei quali sono più comuni (febbre, malessere,
perdita di peso, anemia); le forme viscerali causano anche
l’ingrossamento della milza, del fegato e dei linfonodi.

Le
Lesihmaniosi possono essere classificate in 4 forme principali:
- Leishmaniosi
viscerale (VL): la forma più seria dell’infezione in quanto
può essere mortale se non trattata (per esempio il tipo Kala
azar dovuta alla L. Donovani)
- Leishmaniosi
cutanea (CL): la forma più comune dell’infezione che può
provocare fino a 200 tipi di lesioni diverse sulla pelle che
tendono a regredire da sole in pochi mesi, ma che lasciano
anche profonde cicatrici (esempio: Baghdad ulcer, Delhi boil o
Bouton d’Orient, infezione provocata da L. majio in Africa e
Asia)
- Leishmaniosi
mucocutanea (MCL): produce lesioni sulla pelle disseminate sul
corpo intero, sono lesioni di tipo cronico rassomiglianti a
quelle della Lebbra. Questo tipo di Leishmaniosi è molto
difficile da curare
- Leishmaniosi
cutanea diffusa (DCL): provoca lesioni diffuse e croniche
della pelle, rassomiglianti a quella della lebbra lepromatosa.
E’ molto difficile da curare.
Controllo
e prevenzione:
molti casi di Leishmaniosi cutanea guariscono spontaneamente e le
persone infettate rimangono immuni per successive infezioni.
In
molte parti del sud est asiatico l’infezione viene provocata
artificialmente in forma lieve nei bambini per immunizzarli
(evitando lesioni invalidanti sul volto o altrove). Altre
forme di Leishmaniosi sono molto difficili da trattare e a volte
richiedono l’utilizzo di farmaci a base di antimonio
pentavalente.
L’infezione
può essere evitata evitando il morso delle mosche e utilizzando
repellenti o insetticidi.
Le
misure di controllo dei vettori e degli “ospiti serbatoio”
sono molto costose e richiedono buone infrastrutture. Le misure di
controllo per i vettori dell’infezione, consistono
nell’utilizzare insetticidi nebulizzati e sono utili quando la
trasmissione può avvenire all’interno o nelle vicinanze di una
abitazione. Quando ci si trova invece altrove, è bene utilizzare
altre forme di protezione, quali per esempio repellenti o
insetticidi.
Recentemente
sono stati riportati casi di resistenza, che richiedono
l’utilizzo di farmaci più tossici, ma efficaci, quali la
Anfotericina B.
La
maggior parte dei farmaci al giorno d’oggi sono molto costosi,
richiedono un trattamento molto prolungato e stanno diventando
sempre meno efficaci. Le Leishmaniosi al giorno d’oggi, essendo
così diversificate nelle loro forme, sono un tipo di infezione
ancora molto difficile da controllare mediante un singolo
approccio.
Il
controllo di una infezione può dipendere molto anche dalla rapida
diagnosi e somministrazione di farmaci.
Trattamento:
stibogluconato
sodico, che si trova al momento sotto controllo del
Investigational New Drug protocol dal CDC Drug Service.
Stato
della ricerca: sono
stati sviluppati modelli sia per la CL che la VL su primati. Al
momento si stanno sviluppando prove di vaccini per la CL e la VL,
costituiti dal parassita ucciso della Leishmania e oltretutto si
sta provando anche la strada per vaccini composti da antigeni
ricombinanti di seconda generazione con aggiunta di adiuvanti.
Purtroppo
il numero delle persone infette sta aumentando notevolmente
a causa dello sviluppo economico e dei cambiamenti ambientali che
provocano un aumentata esposizione alla mosca. Nel sud Europa
oltretutto la co-infezione Leishmania/HIV comincia ad essere un
problema emergente.
La
Mitefosina, sta diventando un farmaco orale ampiamente utilizzato
nel trattamento della Leishmania viscerale.
Nella
ricerca si vuole arrivare ad ottenere:
- un semplice test diagnostico
su striscia per l’identificazione sia di anticorpi
circolanti (basato sull’antigene ricombinante K39) sia di
antigeni nelle urine
- uso su larga scala di
zanzariere impregnate di insetticidi in aree co-endemiche per
la malaria e la Leishmania.