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Febbre tifoide Descrizione:
è una malattia infettiva, contagiosa, di origine batterica, a carattere
sistemico, cioè che coinvolge l'intero organismo; talvolta
asintomatica o paucisintomatica, talvolta caratterizzata da esordio
insidioso, talvolta fin dall’inizio da febbre elevata, cefalea, malessere
generale, anoressia, bradicardia relativa, esantema papuloso localizzato al
tronco, tosse secca e disturbi gastrointestinali quali costipazione o
diarrea. Nella maggior parte
dei casi l'infezione decorre in forma sub-clinica. Si instaura
frequentemente uno stato di portatore sano cronico, che può essere anche
molto prolungato nel tempo. Agente
infettivo:
La febbre tifoide, anche detta tifo addominale, è provocata
da un batterio, la Salmonella typhi,
appartenente al numerosissimo genere di Salmonella, di cui fanno parte anche
le S. paratyphi A e B,
responsabili dei paratifi e delle cosiddette salmonelle minori, responsabili
di infezioni e tossinfezioni a trasmissione alimentare. Genere:
Salmonella; Famiglia: Enterobacteriaceae; morfologia:
sono batteri bastoncellari, diritti, asporigeni, in genere mobili per la
presenza di flagelli peritrichi; esigenze
metaboliche:
sono microrganismi che fermentano il glucosio, producendo
gas, non fermentano il lattosio e il saccarosio, non producono indolo,
mentre producono idrogeno solfato, riducono i nitrati, sono positivi alla
reazione rosso di metile e negativi al test di Voges Proskauer; habitat
naturale:
è l’intestino degli animali domestici, selvatici e
dell’uomo, ma solo per alcune specie. Essi sono sensibili a molti
disinfettanti chimici e fisici. Ciclo
vitale: La Salmonella typhi,
in alcuni casi può superare la barriera gastrica, è infatti molto
sensibile all’ambiente acido, e raggiungere l’intestino tenue da cui può
passare ai linfonodi mesenterici e poi giungere per mezzo dei vasi linfatici
ed il dotto toracico il torrente circolatorio. Alla conclusione del ciclo,
dopo un certo periodo, le salmonelle ritornano nel piccolo intestino
attraverso l'escrezione biliare. Distribuzione:
è ubiquitaria in tutto il mondo. Ancora oggi, malgrado le campagne di
vaccinazione, il tifo è molto diffuso in particolare nelle zone del
Mediterraneo, in Africa, in Asia e nell’ America centrale e meridionale. Porta
d’ingresso: attraverso il cavo orale, per ingestione, le Salmonelle,
superata la barriera acida gastrica, raggiungono l’intestino. Trasmissione:
La febbre tifoide rientra nell'ambito delle malattie a trasmissione
orofecale; può quindi essere contratta in seguito all'ingestione di acqua o
alimenti (mitili, frutta, verdura, latte non pastorizzato) contaminati da
materiali fecali contenenti Salmonelle. Le Salmonelle sono dotate di una
notevole resistenza nell'ambiente esterno, soprattutto se contenute in
materiali organici e possono persistere per mesi nei liquami e nel fango;
resistono a lungo anche nell'acqua e nel ghiaccio. Gli insetti, in
particolar modo le mosche, possono fungere da vettori passivi dei germi
patogeni. L'uomo, malato o portatore è l'unica sorgente di infezione. Incubazione:
Il periodo di incubazione può variare da 3 giorni a 3 mesi a seconda
della carica infettante, ma abitualmente è di 1-3 settimane.
Sintomi:
Nel sangue è caratteristica una leucopenia
(diminuzione dei globuli bianchi), con scomparsa dei polinucleati eosinofili.
La malattia si
presenta molto spesso paucisintomatica con malessere generale, febbricola e
malessere addominale con fastidi, lieve dolenzia e alvo irregolare o
diarroico. Talvolta si presenta con febbre elevata che permane per circa una
settimana, con lievi remissioni mattutine, e quindi inizia il periodo delle
oscillazioni e delle intermittenze, con alterazioni dell’alvo e sintomi
addominali importanti ed ingravescenti. La maggior parte dei casi evolve
verso la convalescenza. Altri sintomi
frequenti sono: cefalea anche assai violenta, mialgie,
epistassi,
un notevole grado di ottundimento
psichico, che può passare fino a coma profondo, ed esantemi
cutanei roseoliformi, di preferenza localizzati al tronco ed al dorso. Mortalità:
legata ai rari casi di enterorragia e perforazione intestinale, sempre più
rari dopo l’introduzione della terapia antibiotica. Periodo
di contagiosità:
I pazienti affetti da febbre tifoide sono infettanti
fintanto che S. typhi è presente
nelle feci, ovvero dalla prima settimana di malattia per tutta la durata
della convalescenza. Il 2-5% dei pazienti diviene portatore sano cronico,
potendo eliminare le salmonelle del tifo per molti mesi e, in casi estremi,
per anni. Controllo
e prevenzione:
Come per tutte le malattie a trasmissione fecale, lo
scrupoloso rispetto di elementari norme igieniche sia individuali, che
ambientali, che per la manipolazione e la conservazione degli alimenti è
fondamentale. A livello
collettivo la prevenzione delle malattie a trasmissione oro-fecale si
realizza attraverso il corretto smaltimento ed allontanamento dei rifiuti
solidi e liquidi e la disponibilità di acqua per uso umano sicura e
controllata. Le salmonelle
presentano una notevole resistenza all'ambiente esterno ma sono comunque
sensibili all'azione dei comuni disinfettanti. Una buona soluzione
disinfettante ad uso domestico può essere ottenuta diluendo 1 cucchiaio da
tavola di comune varechina in 1 litro d'acqua. La soluzione così ottenuta
può essere utilizzata per la disinfezione di posate, stoviglie ed altri
utensili, come per la disinfezione di servizi igienici e di biancheria.
Questa soluzione
può essere utilizzata anche per disinfettare frutta e verdura da consumare
crude, che dovranno successivamente essere abbondantemente risciacquate con
acqua pura, potabile (anche bollita altrimenti disinfettata). Derivati della comune varechina, presenti in
commercio, possono essere usati anche per "disinfettare" l'acqua
da bere: in questo caso, per evitare sapori sgradevoli, il quantitativo da
usare è un cucchiaino da tè in un litro d'acqua. La soluzione così
preparata deve essere lasciata riposare per circa un'ora prima del consumo. Approfondisci vaccinazione Febbre Tifoidea Nei confronti
della febbre tifoide sono disponibili diversi vaccini - contenenti
germi uccisi, da somministrare per via intramuscolare (due dosi a distanza
di un mese), oppure - costituiti da
germi viventi attenuati, da somministrare per via orale (tre capsule da
assumere a giorni alterni), oppure - vaccini
contenenti l'antigene polisaccaridico Vi della
S. typhi, da somministrare ugualmente per via intramuscolare (una sola
dose, con richiami ogni 2-3 anni). Questi vaccini
conferiscono una protezione dal 75 al 90%, della durata presumibile di 2-3
anni; sono indicati in
situazioni epidemiche e per viaggiatori diretti in zone endemico-epidemiche,
oppure per soggetti maggiormente esposti al rischio di contagio per motivi
professionali (tecnici di laboratorio, addetti allo smaltimento di rifiuti,
etc). Precauzioni
nei confronti del paziente, di conviventi e di contatti: Nell'assistenza a pazienti
affetti da febbre tifoide, dopo trattamento idoneo, debbono essere
effettuate in laboratorio 3 coprocolture consecutive, eseguite su campioni
fecali prelevati a non meno di 24 ore di distanza l'uno dall'altro e a non
meno di 48 ore dalla sospensione di qualsiasi antibiotico. In caso di
positività anche di una sola coprocoltura, l'intera procedura terapeutica
deve iniziare nuovamente e gli esami ripetuti dopo un mese. Fino a
negativizzazione delle coprocolture i soggetti colpiti da febbre tifoide
debbono essere allontanati dalle attività che comportino la manipolazione o
distribuzione di alimenti, l'assistenza sanitaria e quella all'infanzia. I
conviventi ed i contatti di un caso di febbre tifoide vanno sottoposti a
sorveglianza e ricercati altri eventuali casi di infezione determinati dalla
fonte di esposizione. Con l’effettuazione di 2 coprocolture e di 2
urinocolture eseguite su campioni prelevati a non meno di 24 ore di distanza
l'uno dall'altro e dopo sospensione per 48 ore di qualsiasi trattamento
antimicrobico. Trattamento:
. Tramite antibiotici, quali l'ampicillina
e il cloramfenicolo, si è
arrivati a trattare definitivamente il tifo, abbreviandone il decorso a
pochi giorni. Di efficacia attualmente i chinolonici. Terapia:
cloramfenicolo in 4 somministrazioni/die fino 1mg x Kg peso; la terapia si
prosegue per 15 giorni. Si accerta la guarigione clinica con 3 coprocolture
consecutive negative. In
alternativa si possono impiegare il tiamfenicolo, oppure l’ampicillina 100
mg/Kg/die oppure il cotrimoxazolo. Farmaci attualmente di seconda scelta per
il sopraggiungere di importanti forme di resistenza. Il
completamento della cura prevede la reidratazione del soggetto (la lingua
del paziente diventa impaniata, asciutta fino all’aspetto di "lingua
a pappagallo"); saranno, dunque, somministrati liquidi in via infusiva,
soluzioni saline alternate a soluzioni zuccherine; in
caso di enterorragia, in attesa del primo soccorso medico è indicata la
borsa di ghiaccio sull’addome e la somministrazione in caso di tossiemia
grave di cortisonici. I soggetti portatori di Salmonella vanno comunque
bonificati previo impiego di ampicillina, o ancora meglio di chinolonici .
La profilassi per chi è venuto a contatto si effettua con vaccini iniettivi
o per os, anche con agenti vivi ed attenuati. Vaccino
antitifico: La vaccinazione contro il tifo è consigliata a tutti i
viaggiatori, in particolare a coloro che si recano in zone ove esiste
maggior rischio di esposizione ad alimenti o bevande infette. Benchè
il rischio sia ubiquitario, esso è più alto in quelle aree in cui le
condizioni igienico sanitarie sono più precarie. La
vaccinazione può essere effettuata con: 1)Vaccino
orale. È
un vaccino preparato con germi vivi attenuati. Viene realizzata mediante
l’assunzione di 3 dosi da assumere a giorni alterni e a digiuno. È
controindicato nei bambini al di sotto dei 2 anni. Non può essere
assunto insieme ad antibiotici o ad antimalarici quali la Meflochina (Lariam).
La dose di richiamo viene effettuata a distanza minima di un anno. È
un vaccino costituito dal polisaccaride capsulare purificato (Antigene Vi)
agente di virulenza della Salmonella Typhi. Si somministra in unica
dose, per via intramuscolare, con richiamo a distanza di due o tre anni. Controindicazioni:
è controindicato effettuare il vaccino in corso di malattia infettiva
acuta, patologia cronica grave o ipersensibilità al vaccino. La
vaccinazione è sconsigliata ai bambini al di sotto dei 2 anni e non deve
essere effettuata contemporaneamente all'assunzione di antibiotici o
antimalarici se orale. Effetti
collaterali:
rari i casi di eritema,
tumefazione e dolore in sede di iniezione L'immunità dura
2 anni. Diagnosi:
isolamento della S. Typhi da campioni di sangue, feci o altri campioni.
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