Colera

(da www.fiocruz.br/ccs/estetica/ colera.htm )

Descrizione: il colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri del genere Vibrio Cholerae. I vibrioni del colera sono di diversi tipi e si distinguono in base al sierogruppo, biotipo e sierotipo a cui appartengono.
Il colera provoca diarrea profusa causata dall’infezione dell’intestino del batterio.
L’infezione spesso è asintomatica o paucisintomatica ma a volte può essere severa e mortale. Dal punto di vista epidemiologico una persona su 20 manifesta una forma severa di infezione con diarrea profusa, acquosa, vomito e crampi alle gambe. In questi individui si ha una rapida perdita dei liquidi corporei che portano a disidratazione e stato di shock. Senza idoneo trattamento, vi è la morte anche in poche ore. Oggigiorno comunque l’infezione può essere facilmente prevenuta e curata, con una adeguata reidratazione e somministrazione di Sali bilanciat
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Agente infettivo: batterio del genere Vibrio Cholera. Quello maggiormente responsabile della malattia nell'uomo è il Vibrio Cholerae sierogruppo 01 o 0139, biotipo El Tor, sierotipo Ogawa.

Ciclo vitale: ci sono diversi fattori che influenzano la patogenicità del V. Cholerae e che sono importanti nella fase di colonizzazione. Questi fattori includono le adesine, la mobilità, la chemiotassi e la produzione di tossine. Se il batterio è in grado di sopravvivere alle secrezioni gastriche e al Ph acido dello stomaco, è poi in grado di adattarsi e sopravvivere nell’intestino. Il V. Cholerae è resistente ai sali biliari ed è inoltre in grado di attraversare le mucose dell’intestino mediante l’aiuto di secrezioni di proteasi. Questi batteri sono in grado di muoversi mediante una mobilità di tipo propulsivo e riescono ad attraversare le mucose dell’intestino mediante un processo di chemiotassi. Si pensa che l’aderenza specifica alla mucosa intestinale avvenga mediante i pili, lunghi filamenti presenti sulla superficie del batterio; oltretutto il gene per la produzione dei pili si è osservato essere co-regolato con l’espressione delle tossine del batterio. In realtà non si sa molto sulla interazione dei pili con le cellule ospiti e il recettore delle cellule ospiti alle quali aderiscono non è stato identificato.

Esistono altri due tipi di adesine nel V. Colerae presenti sulla sua superficie in grado di agglutinare i globuli rossi.

Distribuzione: negli ultimi 100 anni il Colera è sempre stato molto raro nei paesi maggiormente industrializzati. Oggigiorno comunque l’infezione è molto comune in diverse parti del mondo, includendo il sub-continente indiano e l’Africa sub-sahariana. Grave l’epidemia di colera che alla fine degli anni ’90 ha coinvolto molti paesi dell’America Latina, in particolare lungo la costa del pacifico.(v. cartografia)

Nuovi focolai epidemici possono manifestarsi ovunque, in caso di scarsi rifornimenti di acqua, in caso di scarsa igiene sia dei cibi sia dell’ambiente circostante. I rischi maggiori in tal senso si hanno in comunità sovrappopolate con scarse condizioni igieniche e acque non potabili.

Porta d’ingresso: cavo orale, per ingestione di acqua, alimenti contaminati dal batterio, trasmissione oro-fecale.

Trasmissione: si verifica perchè il vibrione, eliminato con le feci, non viene distrutto e per carenze del sistema di depurazione dei liquami o di potabilizzazione dell'acqua,  può arrivare all'uomo sano, attraverso gli alimenti e le bevande. È più rara, ma possibile, la trasmissione da malato a sano nelle condizioni di scadente igiene personale.

Gli alimenti a maggior rischio sono i frutti di mare o comunque il pesce, ingeriti senza adeguata cottura; la verdura, la frutta, l'acqua da bere e le bevande prodotte con acqua inquinata.

Incubazione: 1-5 giorni.

Sintomi: La malattia, si manifesta con diarrea improvvisa e intensa con scariche sempre più liquide e incolori, con la caratteristica “acqua di riso” e quindi con enormi perdite di liquidi, calcio e potassio. Segue il vomito che aggrava lo stato di disidratazione. Il paziente è ipoteso, tachicardico e con diuresi ridotta o addirittura assente (anuria). Se non interviene la cura reidratante, con l’aggiunta di Sali bilanciati, la situazione clinica può evolvere verso lo stato di shock irreversibile e, in seguito ad ulteriore peggioramento verso la  morte.

A volte però la malattia si presenta in forma molto attenuata e quindi benigna.
Essa è comunque sempre grave quando interessa i bambini, in quanto in questi l'equilibrio idrico ed elettrolitico è molto delicato.

Controllo e prevenzione: il controllo delle epidemie di colera si ottiene mediante il controllo ambientale, la purificazione delle acque, una informazione mirata delle popolazioni più esposte sull’utilizzo dei cibi o sul loro trattamento prima di essere ingeriti, sul controllo dell’ igiene personale per evitare la diffusione dell’infezione. Per chi viaggia in Paesi a rischio, la prevenzione si basa soprattutto sulla cottura degli alimenti e sull'uso di bevande sicure (imbottigliate o in lattina). L'acqua da bere può essere bollita o trattata con disinfettante a base di cloro. Inoltre è bene sbucciare la frutta cruda, evitare di acquistare alimenti, anche cotti, da ambulanti, e di mangiare in locali con evidenti carenze igieniche.  

A pprofondisci vaccinazione Colera

Il vaccino iniettivo tradizionale contro il colera, costituito da cellule intere di batteri uccisi col fenolo, non viene da tempo più raccomandato dall’OMS a causa della sua modesta efficacia (30- 50% dei vaccinati), la breve durata dell’immunità (3-6 mesi) e perché può indurre nei vaccinati un immotivato e pericoloso senso di sicurezza.  

Il vaccino iniettivo tradizionale contro il colera, costituito da cellule intere di batteri uccisi col fenolo, non viene da tempo più raccomandato dall’OMS a causa della sua modesta efficacia (30- 50% dei vaccinati), la breve durata dell’immunità (3-6 mesi) e perché può indurre nei vaccinati un immotivato e pericoloso senso di sicurezza.

Un nuovo vaccino, a disposizione dei viaggiatori, autorizzato dalla Unione Europea dallo scorso Aprile 2004, si distingue dal vecchio vaccino innanzitutto per composizione:

oltre alle cellule intere di batteri, uccisi col calore e la formalina, contiene la subunità B non tossica della tossina del colera (ottenuta attraverso procedimenti di sintesi di ingegneria genetica), la quale stimola una risposta anticorpale migliore delle precedenti e permette la protezione crociata dalla Diarrea da ETEC (Escherichia Coli Enterotossigena che produce enterotossina termolabile).

Il nuovo vaccino è diverso inoltre anche per via di somministrazione: omministrazione per via orale, anziché parenterale.

Trattamento: il colera può essere semplicemente trattato con successo mediante la somministrazione di liquidi e sali che vengono persi durante l’infezione. La tipica modalità di cura del paziente avviene mediante l’aggiunta di acqua ad un preparato di zucchero e sali. Nel caso di una severa infezione si ha la somministrazione della soluzione per via intravenosa. Con una rapida reidratazione, meno dell’1% dei pazienti muore. Possono essere utilizzati anche degli antibiotici, quali le tetracicline, che abbreviano il corso dell’infezione ma non sono così importanti quanto la reidratazione dell’ammalato.

Diagnosi:

 L'infezione di colera può essere confermato solo da un isolamento dell'organismo causale dalle feci dell'individuo infetto.   La diagnosi di infezione da V. cholerae O1 è fatta mettendo a coltura gli organismi presenti nelle feci di un individuo diarroico o nel sangue di pazienti affetti da setticemia.