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Colera
Descrizione: il colera è una malattia infettiva acuta causata da
batteri del genere Vibrio Cholerae. I vibrioni del colera sono di diversi tipi e si distinguono in base al
sierogruppo, biotipo e sierotipo a cui appartengono. Agente
infettivo: batterio del genere Vibrio Cholera. Quello
maggiormente responsabile della malattia nell'uomo è il Vibrio Cholerae
sierogruppo 01 o 0139, biotipo El Tor, sierotipo Ogawa. Ciclo
vitale: ci
sono diversi fattori che influenzano la patogenicità del V. Cholerae e che
sono importanti nella fase di colonizzazione. Questi fattori includono le
adesine, la mobilità, la chemiotassi e la produzione di tossine.
Se il batterio è in grado di sopravvivere alle secrezioni gastriche e al Ph
acido dello stomaco, è poi in grado di adattarsi e sopravvivere
nell’intestino. Il V. Cholerae è resistente ai sali biliari ed è inoltre
in grado di attraversare le mucose dell’intestino mediante l’aiuto di
secrezioni di proteasi. Questi batteri sono in grado di muoversi mediante
una mobilità di tipo propulsivo e riescono ad attraversare le mucose
dell’intestino mediante un processo di chemiotassi. Si pensa che
l’aderenza specifica alla mucosa intestinale avvenga mediante i pili,
lunghi filamenti presenti sulla superficie del batterio; oltretutto il gene
per la produzione dei pili si è osservato essere co-regolato con
l’espressione delle tossine del batterio. In realtà non si sa molto sulla
interazione dei pili con le cellule ospiti e il recettore delle cellule
ospiti alle quali aderiscono non è stato identificato. Esistono
altri due tipi di adesine nel V. Colerae presenti sulla sua superficie in
grado di agglutinare i globuli rossi. Distribuzione:
negli ultimi 100 anni il Colera
è sempre stato molto raro nei paesi maggiormente industrializzati.
Oggigiorno comunque l’infezione è molto comune in diverse parti del
mondo, includendo il sub-continente indiano e l’Africa sub-sahariana.
Grave l’epidemia di colera che alla fine degli anni ’90 ha coinvolto
molti paesi dell’America Latina, in particolare lungo la costa del
pacifico.(v. cartografia) Nuovi focolai epidemici possono
manifestarsi ovunque, in caso di scarsi rifornimenti di acqua, in caso di
scarsa igiene sia dei cibi sia dell’ambiente circostante. I rischi
maggiori in tal senso si hanno in comunità sovrappopolate con scarse
condizioni igieniche e acque non potabili. Porta
d’ingresso: cavo orale, per ingestione di acqua, alimenti
contaminati dal batterio, trasmissione oro-fecale. Trasmissione:
si verifica perchè il
vibrione, eliminato con le feci, non viene distrutto e per carenze del
sistema di depurazione dei liquami o di potabilizzazione dell'acqua, può
arrivare all'uomo sano, attraverso gli alimenti e le bevande. È
più rara, ma possibile, la trasmissione da malato a sano nelle condizioni
di scadente igiene personale. Gli
alimenti a maggior rischio sono i frutti di mare o comunque il pesce,
ingeriti senza adeguata cottura; la verdura, la frutta, l'acqua da bere e le
bevande prodotte con acqua inquinata. Incubazione:
1-5 giorni. Sintomi:
La malattia, si manifesta con
diarrea improvvisa e intensa con scariche sempre più liquide e incolori,
con la caratteristica “acqua di riso” e quindi con enormi perdite di
liquidi, calcio e potassio. Segue il vomito che aggrava lo stato di
disidratazione. Il paziente è ipoteso, tachicardico e con diuresi ridotta o
addirittura assente (anuria). Se non interviene la cura reidratante, con
l’aggiunta di Sali bilanciati, la situazione clinica può evolvere verso
lo stato di shock irreversibile e, in seguito ad ulteriore peggioramento
verso la morte. A
volte però la malattia si presenta in forma molto attenuata e quindi
benigna. Controllo
e prevenzione: il controllo delle epidemie di colera si ottiene mediante il controllo
ambientale, la purificazione delle acque, una informazione mirata delle
popolazioni più esposte sull’utilizzo dei cibi o sul loro trattamento
prima di essere ingeriti, sul controllo dell’ igiene personale per evitare
la diffusione dell’infezione. Per chi viaggia in Paesi a rischio, la
prevenzione si basa soprattutto sulla cottura degli alimenti e sull'uso di
bevande sicure (imbottigliate o in lattina). L'acqua da bere può essere
bollita o trattata con disinfettante a base di cloro.
Inoltre è bene sbucciare la frutta cruda, evitare di acquistare alimenti,
anche cotti, da ambulanti, e di mangiare in locali con evidenti carenze
igieniche. A pprofondisci vaccinazione Colera Il vaccino iniettivo
tradizionale contro il colera, costituito da cellule intere di batteri
uccisi col fenolo, non viene da tempo più raccomandato dall’OMS a causa
della sua modesta efficacia (30- 50% dei vaccinati), la breve durata
dell’immunità (3-6 mesi) e perché può indurre nei vaccinati un
immotivato e pericoloso senso di sicurezza. Il
vaccino iniettivo tradizionale contro il colera, costituito da cellule
intere di batteri uccisi col fenolo, non viene da tempo più raccomandato
dall’OMS a causa della sua modesta efficacia (30- 50% dei vaccinati), la
breve durata dell’immunità (3-6 mesi) e perché può indurre nei
vaccinati un immotivato e pericoloso senso di sicurezza. Un
nuovo vaccino, a disposizione dei viaggiatori, autorizzato dalla Unione
Europea dallo scorso Aprile 2004, si distingue dal vecchio vaccino
innanzitutto per composizione: oltre
alle cellule intere di batteri, uccisi col calore e la formalina, contiene
la subunità B non tossica della tossina del colera (ottenuta attraverso
procedimenti di sintesi di ingegneria genetica), la quale stimola una
risposta anticorpale migliore delle precedenti e permette la protezione
crociata dalla Diarrea da ETEC (Escherichia Coli Enterotossigena che produce
enterotossina termolabile). Il
nuovo vaccino è diverso inoltre anche per via di somministrazione: Trattamento: il
colera può essere semplicemente trattato con successo mediante la
somministrazione di liquidi e sali che vengono persi durante l’infezione.
La tipica modalità di cura del paziente avviene mediante l’aggiunta di
acqua ad un preparato di zucchero e sali. Nel caso di una severa infezione
si ha la somministrazione della soluzione per via intravenosa. Con una
rapida reidratazione, meno dell’1% dei pazienti muore.
Possono essere utilizzati anche degli antibiotici, quali le tetracicline,
che abbreviano il corso dell’infezione ma non sono così importanti quanto
la reidratazione dell’ammalato. L'infezione
di colera può essere confermato solo da un isolamento dell'organismo
causale dalle feci dell'individuo infetto.
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