Vaccino antimeningococcico per il personale scolastico: una necessità ed una difesa per gli alunni.

Cos’è la meningite? Chi è più a rischio di ammalare? Come ci si può proteggere? Vediamo di saperne di più su questo tipo di vaccinazione
Autore articolo: Dott.ssa Silvia Sanasi     - Responsabile scientifico: Dr. Paolo Meo


Cos’è la meningite?

Ormai da tempo in Italia si assiste sempre più frequentemente ad allarmi di focolai epidemici con il verificarsi di casi fatali di una malattia per cui esiste un efficace strumento di prevenzione, ovvero la Meningite batterica da Meningococco.
La meningite è un’infezione delle meningi, le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. 
E’ provocata spesso e con conseguenze più gravi dal batterio “Neisseria meningitidis” e può colpire spesso anche gli adulti generalmente con condizioni di rischio ridotte.
La Neisseria meningitidis risiede nella mucosa del tratto naso-faringeo che è il suo habitat naturale. Circa il 5-15% della popolazione umana è “portatrice sana” di questo batterio.
In Italia nel 2015 sono stati segnalati 196 casi di malattia invasiva da meningococco, con un’incidenza pari a 0,32 casi per 100.000; l’incidenza è in aumento rispetto agli anni precedenti (0,23 nel 2012, 0,29 nel 2013 e 0,27 nel 2014).
Esistono diversi gruppi di meningococchi, ma soltanto alcuni sono responsabili della patologia. I tipi che circolano più frequentemente in Italia e in Europa sono B e C, in Asia e in Africa è diffuso il tipo A e negli Stati Uniti si trovano anche Y e W135. Grazie alla globalizzazione e ad il continuo spostamento di popolazioni da una parte all’altra del globo, anche questi diversi gruppi si stanno rimescolando.
La porta d'ingresso del batterio  è il “cavo orale”, rinofaringe, e le prime vie aeree. La trasmissione avviene per via aerogena, ossia tramite le goccioline del respiro, con contatti ripetuti con persone ammalate o con i “portatori sani”. Sono favorenti il contagio le situazioni di sovraffollamento. Fonte d'infezione sono quindi i soggetti “portatori sani” o quelli paucisintomatici. L’incubazione è di 1-7 giorni (mediamente 2 o 3 giorni).


Chi è più a rischio di ammalare?

Tutta la popolazione, di qualsiasi età, può ammalare di meningite, ma poiché può diffondersi facilmente tra le persone che vivono a stretto contatto in ambienti chiusi le persone spesso più a rischio sono gli adolescenti, gli studenti, gli universitari, il personale docente e gli istitutori.
La scuola e le università diventano quindi luoghi che possono favorire il rischio di contagio.
Per la protezione dei bambini e degli adolescenti che vivono a scuola il SSN già da tempo sta prendendo misure di protezione necessarie, seppur con differenze sostanziali tra regione e regione, invitando la popolazione ad effettuare vaccini contro il  meningococco B e C, e possibilmente contro tutti i tipi, compreso A, W e Y135.  Ma la categoria degli “insegnanti e professori”, come altre figure tutelate dalla sicurezza sul lavoro e dal rischio biologico (titolo X del d.lg.81/08), sono stati trascurati, anzi ignorati.
L’unica raccomandazione data in via ufficiale rimane la somministrazione di farmaci ai contatti da casi eclatanti e magari mortali.  Ma la vera prevenzione e protezione per la meningite da Neisseria meningitidis rimane sempre la vaccinazione. E’ quindi doveroso vaccinare , sia adulti, in particolare insegnanti e professori, e gli studenti di ogni ordine e grado. Vaccinarli per i vari tipi di meningite, con il vaccino tetravalente ( tipo A,C, W, Y135) ed il vaccino per il ceppo di tipo B, e assicurarsi che la copertura sia il più possibile estesa.
 La raccomandazione diventa ancora più stringente per chi soffre già di  patologie croniche specificate nella lista predisposta dal Ministero della Sanità che include: talassemia e anemia falciforme, asplenia funzionale o anatomica, condizioni associate a immunodepressione (come trapianto d’organo o terapia antineoplastica, compresa la terapia sistemica corticosteroidea), diabete mellito tipo 1, insufficienza renale con creatinina clearance <30 ml/min, infezione da HIV, immunodeficienze congenite, malattie epatiche croniche gravi, perdita di liquido cerebrospinale, difetti congeniti del complemento (C5-C9)  , difetti dei toll like receptors di tipo 4, difetti della properdina.
Sempre il Ministero e l’Organizzazione Mondiale della sanità raccomandano la vaccinazione per i viaggiatori.

Come ci si può proteggere?

I vaccini polisaccaridici ( A,C,W135,Y) contro il meningococco sono tutti ben tollerati. Il vaccino maggiormente utilizzato in Italia è il tetravalente (A+C+W135+Y) che si raccomanda di integrare con il nuovo vaccino specifico per il ceppo B.

Quali sono gli effetti collaterali e le controindicazioni?

Gli effetti del vaccino, assai rari, sono molto lievi e di breve durata: raramente lievi reazioni infiammatorie intorno al punto dell’iniezione. Quasi inesistenti le reazioni allergiche . Queste in ogni caso non si possono prevedere né prevenire tramite accertamenti di laboratorio ma le reazioni più gravi e anche molto rare si verificano sempre entro pochi minuti dalla somministrazione per questo si raccomanda di rimanere pochi minuti in osservazione nell’ambulatorio presso cui si è effettuato il vaccino. Le controindicazioni temporanee sono per chi ha la febbre, mentre non si conoscono particolari effetti sulla gravidanza. In questo caso la vaccinazione non è controindicata ma il medico valuterà il rapporto rischi-benefici.

 


Bibliografia
www.epicentro.it ; salute.gov; cesmet.com


 

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