Epidemia Febbre Gialla in Africa: mai più viaggi senza vaccinazione

Aggiornamenti al 7 febbraio 2017 - L'epidemia, insorta in Angola alla fine del 2015, ma che ha attraversato il confine dela vicina Rep. Demo. del Congo, ha causato 962 casi
(884 in Angola 78 in DRC) e  7300 casi sospetti.

Aggiornamenti al 23 Dicembre 2016 -   Angola. Nessun nuovo caso negli ultimi 6 mesi: conclusa e debellata l'epidemia di Febbre Gialla definita la peggiore del mondo.
Il risultato è stato raggiunto grazie ad una massiccia campagna di vaccinazioni con più di 25 milioni di persone vaccinate, anche nel vicino Congo, paese coinvolto nell'emergenza.
Fra le cause individuate l'urbanizzazione degli ultimi anni e l'aumento della mobilità delle popolazioni, senza dimenticare il sontributo di El Nino al forte aumento del numero di zanzare ed insetti in genere.

Aggiornamenti al 8 Dicembre 2016 -  Rep. Dem. Congo. Tutti confermati i nuovi casi nella provincia di Lualaba.
Si teme un peggioramento della situazione ed una estensione alla province confinanti di Upper Lomami e Upper Katanga, a causa delle migrazioni interne che, peraltro, rendono molto difficili le campagne di vaccinazione.

Dal 1° Gennaio al 30 Novembre del 2016 la provincia di Lualaba aveva già denunciato 159 casi e 7 decessi, a causa dell'epidemia verificatasi nella vicina Angola ed arrivata nel paese.
 
 
 
Articolo aggiornato il 26 Luglio 2016 - Viaggiare in qualsiasi area africana senza vaccino contro la "febbre gialla" vuol dire rischiare la propria vita e continuare a giocare alla "roulette russa".
Non si viaggia per le savane, le foreste e le città africane ed anche di alcuni paesi latino americani senza effettuare il vaccino per la febbre gialla.
Vaccino che ogni 10 anni merita un richiamo per potenziarne l'efficacia immunologica, anche se, da qualche tempo, da più parti si fornisce una indicazione differente.
Ricordo sempre a me stesso, ma a tutti voi, che la "Febbre Gialla" è una zoonosi, ossia una malattia degli animali, in particolare delle scimmie.
Ricordo che  gli animali non conoscono confini ma si spostano ovunque percorrendo migliaia di chilometri. 
 
La trasmissione del virus tra animale e uomo tramite zanzara è contemplata.
E chi puo' dire che qualche scimmietta infetta non giunga nei paesi del sud o nel corno D' Africa o nelle aree occidentali dopo aver percorso distanze lunghissime? Oppure dalle foreste della Amazonia brasiliane non arrivi sulle coste atlantiche o nei paesi che affacciano sul Pacifico qualche animale che ama camminare a lungo?
 
Dopo tanti anni di vita vissuta nelle aree tropicali e dopo aver assistito e controllato migliaia di viaggiatori non mi stancherò mai di dirvi: vaccinatevi contro una malattia pericolosa e spesso mortale come la Febbre Gialla e viaggiate con la sicurezza di non incorrere in qualche brutto evento anche se molto raro. Ed il fatto che la valutazione del rischio ci induca a considerare l'evento quasi impossibile non vuol dire che non dobbiamo prendere precauzioni. Anzi...
 
Quasi 2500 casi di "febbre gialla" in 5 mesi con 300 morti. Questo il bilancio, in Angola, di una malattia che sembrava quasi in via di eliminazione. I paesi limitrofi in allarme, WHO nuovamente sconfitta per non essere riuscita a convincere autorità e gente comune a mantenere alti i livelli dei vaccini e che, abbassare la guardia nei confronti di malattie infettive, vuol dire fornire ai microrganismi nuova vitalità e forza.
 
I casi di importazione della malattia fuori escono dall'Africa e giungono addirittura in Cina, 11 casi di importazione negli ultimi mesi.
 
Si teme per paesi come Namibia e Zambia, confinanti con l'Angola, considerati paesi " esenti da qualsiasi malattia e microrganismo". Noi, che per lavoro, siamo a contatto giornalmente con i viaggiatori di tutti i tipi, ne sentiamo di tutti i colori e siamo molto preoccupati. Ed il pericolosissimo messaggio "minimalista" che considera libero da qualsiasi rischio microbiologico la maggior parte dei paesi del mondo, arriva proprio dai nostri medici. " non c'è alcun rischio" la frase più gettonata. Probabilmente nelle università italiane ma anche europee occorrerebbe dare la giusta importanza alle malattie infettive considerate fanalino di coda dell' insegnamento della clinica medica. Talvolta questo insegnamento è messo addirittura facoltativo nelle nostre facoltà mediche. E queste ne sono le conseguenze drammatiche.
 
Al 26 Luglio 2016, i casi di Febbre Gialla in africa sono:
 
Angola: 3625 casi sospetti.
In Angola, a partire dall' 8 luglio 2016 sono stati segnalati un totale di 3625 casi sospetti, di cui 876 confermati e 357 decessi. I casi sospetti sono stati segnalati in tutte le 18 province del  Paese e in 80 dei 125 distretti. Le campagne di vaccinazione di massa iniziate in un primo momento nella città di Luanda, sono state ora ampliate a tutta l'Angola, e di recente sono state concentrate sulle aree di confine.
 
Repubblica Democratica del Congo:1798 casi sospetti.
Non ci sono aggiornamenti per quanto riguarda la situazione epidemiologica nella Repubblica democratica del Congo nelle ultime tre settimane. Secondo le ultime informazioni disponibili, il numero totale di casi sospetti notificati è di 1798, con 68 casi confermati e 85 decessi. I casi sono stati segnalati in 22 zone in 5 delle 26 province. Dei 68 casi confermati, 59 sono stati importati dall' Angola, 2 non legati al focolaio e 7 autoctoni. Gli sforzi di sorveglianza sono stati intensificati e le campagne di vaccinazione sono state concentrate a Kinshasa e Kongo. Nuove campagne di vaccinazione prenderanno il via il 20 luglio nel comune di Kisenso (provincia di Kinshasa) e nei comuni di Kahemba, Kajiji e Kisandji (provincia di Kwango).
 
Uganda: 8 casi confermati.
In Uganda il focolaio di febbre gialla è stato segnalato nel distretto di Masaka, a sud di Kampala. Dal 26 marzo al 18 aprile, 30 casi sospetti sono stati segnalati dai distretti di Masaka, Rukungiri, Ntungamo, Bukumansimbi, Kalungu, Lyantonde, e Rakai. Di questi, 6 casi e 2 decessi sono stati confermati nel distretto di Masaka (5 casi) e nel quartiere Rukungiri (1 caso). I casi confermati non hanno alcuna storia di viaggio al di fuori dell'Uganda.
 
CASI IMPORTATI 
Tra le nuove segnalazioni di casi di febbre gialla importati dall'Angola si aggiungono: il Kenya (due casi) e la Repubblica popolare cinese (11 casi). 
Questi casi mettono in luce il rischio di diffusione internazionale attraverso i viaggiatori non immunizzati. Attualmente, altri sette paesi (Brasile, Ciad, Colombia, Ghana, Guinea, Perù e Uganda) stanno segnalando focolai di febbre gialla e casi sporadici non legati all'epidemia angoliana. 
 
 
La maggior parte delle malattie infettive in via di risoluzione nel mondo negli anni '80 e '90, non più contenute e ridotte dalla lotta condotta con le vaccinazioni e le pratiche della corretta prevenzione personale ed ambientale, stanno risollevando la testa in molti paesi del mondo. La febbre gialla e' una di queste malattie. Dall'Africa all'America Latina i focolai sono in aumento. Ed anche in Asia si teme l'innesco della malattia che dilagherebbe attraverso la puntura della zanzara Aedes, presente in tutto il continente. Qualcuno parla anche di rischi nel bacino del mediterraneo, e non a caso!
 
Allora per viaggiare tranquilli in Africa ed in alcuni paesi dell'America Latina abituiamoci a munirci di libretto giallo che certifica l'avventura immunizzazione nei confronti della malattia. In un prossimo articolo parleremo di vaccinazione per la febbre gialla e sfateremo tante " leggende metropolitane".
 
Dr. Paolo Meo
 
 
Fonte: LeMonde
 
 
La trasmissione del virus tra animale e uomo tramite zanzara è contemplata, e chi ci dice che qualche scimmietta infetta non giunga nei paesi del sud o nel corno D' Africa o nelle aree occidentali. Oppure dalle foreste della Amazzonia brasiliane non arrivi sulle coste atlantiche o nei paesi che affacciano sul Pacifico.
 
Dopo tanti anni di vita vissuta nelle aree tropicali e dopo aver assistito e controllato migliaia di viaggiatori non mi stancherò mai di dirvi: vaccinatevi contro una malattia pericolosa e spesso mortale e viaggiate con la sicurezza di non incorrere in qualche brutto evento anche se molto raro. Ma il fatto che la valutazione del rischio ci induca a considerare l'evento quasi impossibile non vuol dire che non dobbiamo prendere precauzioni. Anzi...
 
Quasi 2500 casi di "febbre gialla" in 5 mesi con 300 morti. Questo il bilancio, in Angola, di una malattia che sembrava quasi in via di eliminazione. I paesi limitrofi in allarme, WHO nuovamente sconfitta per non essere riuscita a convincere autorità e gente comune a mantenere alti i livelli dei vaccini e che, abbassare la guardia nei confronti di malattie infettive, vuol dire fornire ai microrganismi nuova vitalità e forza.
 
I casi di importazione della malattia escono dall'Africa e giungono addirittura in Cina. 
 
Si teme per paesi come Namibia e Zambia, considerati paesi " esenti da qualsiasi malattia e microrganismo". Noi, che a contatto con la prima linea giornaliera di dviaggiatori di tutti i tipi, ne sentiamo di tutti i colori, siamo molto preoccupati. Ed il messaggio "minimalista" che considera libero da qualsiasi rischio microbiologico la maggior parte dei paesi del mondo, arriva proprio dai medici. " non c'è alcun rischio" la frase più gettonata. Probabilmente nelle università italiane ma anche europee occorrerebbe dare la giusta importanza alle malattie infettive considerate fanalino di coda dell' insegnamento della clinica medica. Talvolta messe addirittura come insegnamento facoltativo. Queste poi ne sono le conseguenze drammatiche.
 
La maggior parte delle malattie infettive in via di risoluzione nel mondo negli anni '80 e '90, non più contenute e ridotte dalla lotta condotta con le vaccinazioni e le pratiche della corretta prevenzione personale ed ambientale, stanno risollevando la testa in molti paesi del mondo. La febbre gialla e' una di queste malattie. Dall'Africa all'America Latina i focolai sono in aumento. Ed anche in Asia si teme l'innesco della malattia che dilagherebbe attraverso la puntura della zanzara Aedes, presente in tutto il continente. 
 
Allora per viaggiare tranquilli in Africa o in alcuni paesi dell'America Latina abituiamoci a munirci di libretto giallo che certifica l'avventura immunizzazione nei confronti della malattia. In un prossimo articolo parleremo di vaccinazione per la febbre gialla e sfateremo tante " leggende metropolitane".
 
Se vuoi partecipare alla discussione su questo tema manda una tua osservazione, domanda o opinione all'indirizzo mail "infomedica@cesmet.com" Apriremo una discussione utile a tutti noi. 

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